venerdì 2 dicembre 2011

LUISA RANIERI e PAOLO GENOVESE – Photo: Osvaldo Contenti



L’attrice Luisa Ranieri e il regista Paolo Genovese in una mia foto del 2011. / The actress Luisa Ranieri and the director Paolo Genovese in a 2011 picture of mine.

giovedì 6 ottobre 2011

Al Cinema: “A DANGEROUS METHOD” di David Cronenberg


Psicanalisi e triangoli d’autore
Recensione di Osvaldo Contenti

Due curiosi triangoli paralleli sono alla base dell’interessante intreccio di “A DANGEROUS METHOD” di David Cronenberg (Videodrome, The Fly, Crash, A History of Violence, La promessa dell’assassino). Il primo è costituito dal libro di John Kerr “UN METODO MOLTO PERICOLOSO” (Frassinelli editore, titolo orig. “A Most Dangerous Method”) che ha ispirato l’adattamento teatrale di “The Talking Cure” (“La terapia delle parole”), andato in scena con gran successo al National Theatre di Londra dal 2003, che a sua volta ha fornito lo spunto per elaborare l’ottima sceneggiatura cinematografica realizzata dallo sceneggiatore Christopher Hampton, autore anche del testo della pièce. Il secondo triangolo, invece, è proprio quello raccontatoci dal film del regista canadese, cioè quello intervenuto tra Sigmund Freud, Carl Gustav Jung e Sabina Spielrein. In quanto la Spielrein, dal 1904, venne curata dal ventinovenne Jung, divenendo successivamente la sua amante. Il tutto mentre Jung si incontrava con Freud, o gli scriveva per lettera, anche a proposito della Spielrein, che una volta guarita, e laureatasi in psicologia, finì per influenzare con le sue tesi sia il padre della psicanalisi che l’”allievo”, poi antagonista, operante a Zurigo (…)

Giudizio: 4 su 5

L’ARTICOLO PROSEGUE SUL PORTALE PALCOSCENICO IN:
palcoweb.net

venerdì 23 settembre 2011

Al Cinema: “L’ALBA DEL PIANETA DELLE SCIMMIE” di Rupert Wyatt


Il ritorno delle scimmie intelligenti
Recensione di Osvaldo Contenti

Con la prossima uscita nelle sale dell’attesissimo “L’ALBA DEL PIANETA DELLE SCIMMIE”, diretto da Rupert Wyatt (Prison Escape), salgono a sette i film ispirati al romanzo “La planète des singes” di Pierre Boulle. Una saga cinematografica iniziata nel lontano 1968 con il capostipite “Il pianeta delle scimmie”, con un indimenticabile Charlton Heston, a cui hanno fatto seguito, con alterna fortuna: “L’altra faccia del pianeta delle scimmie” del 1970, “Fuga dal pianeta delle scimmie” del 1971, “1999 – Conquista della Terra” del 1972, “Anno 2670 – Ultimo atto” del 1973 e “Planet of the Apes”, remake de “Il pianeta delle scimmie”, del 2001.
Quindi, a conti fatti, con il film di Wyatt sono ben quarantatrè anni che le scimmie intelligenti create da Boulle ci mettono di fronte ad inquietanti interrogativi sul futuro della nostra specie…

Giudizio: 3 su 5

L’ARTICOLO PROSEGUE SUL PORTALE D’ARTE PITTURA & DINTORNI IN:
pitturaedintorni.it

mercoledì 21 settembre 2011

Al Cinema: “THE EAGLE” di Kevin Macdonald



Il mistero della legione scomparsa
Recensione di Osvaldo Contenti


La leggenda legata alla sparizione di 5.000 soldati della Nona Legione romana, di stanza in Britannia, avvenuta nel II secolo d.C., è ancor oggi avvolta nel più fitto dei misteri. Ed è grazie alla scrittrice inglese Rosemary Sutcliff e al suo bestseller “LA LEGIONE SCOMPARSA” (edito in Italia da Mondadori, titolo orig. The Eagle of the Ninth) se già dal 1954, anno di uscita della prima edizione del libro, tale vicenda viene dibattuta non solo da insigni studiosi, ma soprattutto da uno stuolo di appassionati, con in testa i lettori scozzesi, convinti che i popoli delle highlands abbiano tenuto testa all’invasione e allo strapotere dell’Impero Romano proprio in virtù dell’eliminazione della Nona legione. Una sorta di orgoglio nazionale che in Scozia equivale al piccolo David che sconfigge il terrorizzante e insolente gigante Golia del noto episodio biblico.
Una convinzione sulla quale gli storici non concordano affatto, asserendo che la Nona potrebbe essere stata stanziata su altre campagne di guerra, forse addirittura in Medio Oriente. Anche se il ritrovamento di un’aquila romana rinvenuta nella citta di York, l’antica Eburacum, nell’Inghilterra settentrionale, e la costruzione del Vallo di Adriano, attuata proprio per contrastare le forti ribellioni dei popoli del Nord, porterebbero a pensare l’esatto contrario, cioè che effettivamente quei cinquemila soldati romani potrebbero aver subito un violentissimo attacco, o più imboscate, con relativa decimazione, da parte di forti tribù scozzesi, alleatesi per dare una sonora lezione all’invasore romano.
Sia come sia, il libro della Sutcliff, stampato in più di un milione di copie in tutto il mondo, con lo scorrere dei decenni è divenuto una sorta di emblema nazionale per tutta la Gran Bretagna. Una lettura che a suo tempo affascinò anche il produttore inglese Duncan Kenworthy e il regista scozzese Kevin Macdonald (L’ultimo re di Scozia, State of Play), che dopo varie traversie e una serie di inconciliabili impegni incrociati, alla fine, grazie all’ottimo apporto dello sceneggiatore Jeremy Brock, hanno trovato la quadra e il terzetto ideale per mettere in cantiere “THE EAGLE”, una libera trasposizione cinematografica del romanzo originale, con esiti più che soddisfacenti, anche in considerazione del fatto che la pellicola non ha avuto un alto budget produttivo come Kenworthy sperava di avere…

Giudizio: 4 su 5

L’ARTICOLO PROSEGUE SUL PORTALE PALCOSCENICO IN:
PALCOWEB.NET

domenica 11 settembre 2011

National September 11 Memorial Museum



Descrizione Progetto

Il Memorial Museum sarà una struttura destinata ad attività culturali. Il progetto rappresenta una prudente reazione al carattere orizzontale del memoriale disegnato dalle due grandi vasche, che sorgeranno nelle immediate vicinanze. Il museo avrà il compito di offrire ai visitatori l’opportunità di ricordare quanto accaduto l’11 settembre 2001 e di riflettere sulle conseguenze della cancellazione del ricordo. Alcuni elementi evocheranno chiaramente le torri gemelle, altri ne saranno solo un’allusione. Il cuore della struttura si svilupperà attorno ad un grande atrio vetrato farà da ingresso al museo e che consentirà ai visitatori di guardare all’interno del museo. Qui troveranno spazio i due “tridenti” del World Trade Center. Si tratta delle colonne portanti di acciaio che fungevano da sostegno strutturale alle Torri Gemelle, rimaste in piedi anche dopo il crollo. Pochi giorni fa è stato portato a Ground Zero il primo dei due tridenti. Il secondo sarà posizionato nei prossimi giorni. La struttura dell’atrio sostiene il carico di una complessa rete di strutture collocate nel sottosuolo. Ne risulta una soluzione strutturale disegnata da elementi diagonali che conferisco all’edificio una insolita identità scultorea che compensa la verticalità delle vecchie colonne esposte nell’atrio. Il museo sarà rivestito in metallo (facciata e copertura), composto da un mosaico di più superfici riflettenti; reminiscenza della facciata delle torri del WTC. La riflessività cangiante della superficie darà maggiore visibilità anche alle vicine vasche del memoriale.

Architectural intentions

The Museum Pavilion is the primary structure above ground at the Memorial site, serving to guide foot traffic and to provide a visual point of reference within a large area surrounded by several high towers. Its low, horizontal form can be seen easily from all directions and provides a sense of intimacy in an otherwise capacious urban space. Its materials and gestures are designed to create a transitional architectural link between the urban surroundings and the Memorial grounds, similar to the unifying architectural features of many other parks and squares in Manhattan. A significant aspect of the Pavilion’s identity is formed around a large glazed atrium situated over the Museum’s Memorial Hall and near the center of the Memorial Plaza. The atrium allows visitors to see into the Museum where two large steel columns from the original World Trade Center buildings are on display. These columns, often referred to as “tridents” because of their trunk‐like split shapes, form a harmonious visual link to the surrounding shrub oak trees of the Memorial Plaza. As authentic structural elements recovered from the former towers, the two tridents placed side by side will create an immediate visual reference to the distinctive “gothic arch” motif of the Twin Towers and, in their re‐erection at the site, will convey strength, fortitude, resilience, survival, and hope. At night, the atrium lighting will provide a distinctive glowing lantern for the Memorial Plaza, helping to create an inviting and safe environment for evening visitors. The unique structural design of the atrium accommodates its asymmetrical loading atop a complex network of structures below the ground. The web‐like form of the structural solution has varying diagonal orientations providing an uncommon sculptural identity that complements the sheer verticality of the trident columns of the former World Trade Center towers on display in the atrium. The exterior of the building is clad primarily in metal that is composed of a simple striated mosaic of varying reflective surfaces, the subtle design of which is reminiscent of the façade of the former World Trade Center towers. Photographs and narratives of the original towers describe a linear pattern sometimes broken by the shadows of passing clouds or the changing patterns of the sun throughout the day and the seasons. These images allow for the often harshly described Twin Towers to be seen in a more nuanced light. Through the changing reflections of the new Pavilion’s exterior, the design rekindles a suggestion of this endearing and ephemeral character of the former towers.

FONTE: archiportale.com

venerdì 9 settembre 2011

FABRIZIO BENTIVOGLIO – Photo: Osvaldo Contenti



Il regista Fabrizio Bentivoglio, a Roma, in un mio fotoritratto del 2005. / The director Fabrizio Bentivoglio, in Rome, in a 2005 picture of mine.

martedì 6 settembre 2011

Art in the Forest – Photo: Osvaldo Contenti



La Foresta Incantata è un groviglio di foglie e di arbusti che tra luci ed ombre ti avvolge in un manto di arcani misteri, di sensazioni sopite dal tempo, di sospiri sospesi e di pensieri che non sospettavi nemmeno di avere. Ma che ora riaffiorano, sorprendenti, come un reperto d’arte scaturito dalla fitta foresta delle tue emozioni.

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Da quella miniera di amici chiamata Facebook, ecco scaturire una serie di preziosi commenti, misti a poesie di pregio, che vi invito a leggere con molta attenzione.

Fabyennee L Etoile
Bellissima......e bello quello che hai scritto, grazie mille per il pensiero :) un caro saluto e buona giornata :)

Araba Fenice
ci si perde a volte, a volte ci si ritrova, bellissimo OSVALDO, tutti noi dovremmo far una sosta, tra questi grovigli, lasciare ke tutte le nostre incertezze entrino come spine nei nostri cuori, sapremmo almeno uscirne, ----ops lo sapevo ci vedo poco e molto mi pungoooo

Gian Contardo Filemazio Colombari
L'incanto della Natura, scultrice di statue vive. L'incanto della Civiltà, autrice di tracce che faranno sognare i posteri. L'incanto dell'Arte, filosofia creativa che fa da ponte fra sogno e realtà. L'incanto delle emozioni, che sgorgano dall'anima e si adagiano come un velo sulla psiche, sostenendosi a quei bastioni insostituibili che sono la Natura e l'Arte.

Valeria Catania
INCANDESCENZE ILLIBATE MODULANO EBBREZZA SISMICA/ ATTRAVERSANO ANTROPOLOGICO GETTITO / BRIVIDO PENNELLA -------------- / DENTRO IL TRANSITO IMPLOSO GUIZZA IL MINIMALE CLONE AMBIGUO GEMMAZIONE D'IMMANE BELLEZZA/--/ P.S. SOSTANDO NELLA FORESTA ABORIGENA DEPURAI LAMIA ANIMA DAL SUPERFLUO INVESTITA DA SMASCHERANTE E SEMPLICE AUTENTICITA'------------------------/----/

Marianna Micheluzzi
Condivido l'onda d'emozioni che avvolge la persona!Bellissimo lavoro. Complimenti e grazie.

Liliana Verdolin
bellissima foto...bellissimo pensiero....come sempre del resto....osvaldo...

Francesco Era
La foresta incantata è dentro ognuno di noi.....scoprirla in un viaggio che parte dall'interno di se stessi per poi,interagendo con l'esterno, scoprire cose che non pensavi di avere, paure che svaniscono come nebbia al sole, finestre che si aprono a visioni da sogno. Osvaldo, per me, sei (passami il termine ) una bella finestra!!! Mi piace usare come prezzemolo, una frase che come monito, stava scritta all'ingresso di una famosa grotta a Delfi, la sua traduzione è: "Uomo, conosci te stesso, e conoscerai l'universo e gli Dei".:-)))

Maria Grazia Della Pietra

Nel timido soffio del vento
al nuovo sorriso del sol
si scopre la valle dorata
incanto d'anima e cor.
Sentiero che ormai ti nascondi
rivela la via che fu
tra quercia castano ed abete
al nostro passo silente.
Odori sfumati nel senso
colori ormai senza età
tra resine ed erbe inebrianti,
tra ombra e verità
leggiadra visione di sogno
e di parallela realtà
trascendi l'umana coscienza
pacando il mio fiero ardore.
O spelnde in me la tua luce
nel suo riflesso pace ed amor
il verde intimo manto
e della roccia il grigio pudor
incanto e pura energia
ricolma d'antica saggezza
io canto la tua meraviglia,
divina e mistica essenza
incanto e vera magia,
tra neve rugiada e tempesta
il sogno unito a leggenda
lo spirito della foresta.
Ti amo madre natura,
o vita che data mi fu
o splendi scintilla infinita
tra il verde il grigio ed il blu
vi amo creature dei boschi
pulsanti di vita e ancor più
custodi d'astrali pensieri
che a noi si celano arcani.
O spelnde in me la tua luce
nel suo riflesso pace ed amor
il verde intimo manto
e della roccia il grigio pudor
incanto e pura energia
ricolma d'antica saggezza
io canto la tua meraviglia,
divina e mistica essenza
incanto e vera magia,
tra neve rugiada e tempesta
il sogno unito a leggenda
lo spirito della foresta.

Da : Lo spirito Della Foresta

Roberta Mabilia
Fantastico Osvaldo, più bello di un sogno, di un desiderio di un prodigio agognato...E' qui! E' vera. Una meraviglia. Grazie amico caro, un bacio.

Melina Gennuso
Veramente meravigliosa, caro Osvaldo, è come sentirsi parte di quella natura incantata! Grazie!

Mina Pensi
Osvaldo,che rifugio attraente e misterioso...! Cortine di verde ed intrecci di arbusti e rami...Su ogni foglia piccole perle di rugiada e rughe e pieghe celate in sacche di liane! Fiori nascosti diffondono fragranze di stelle cadute ed impigliate nei rovi....Folletti dispettosi ridono mostrando denti aguzzi e lingua appuntita...Ad ogni passo la fantasia libera le catene di un mondo opaco sempre uguale dai colori sbiaditi! C'è luce soffusa nella foresta, ma anche tende d'ombra gettate da un brezza birichina....L'arte sprigiona un vortice di immagini e suoni che stordiscono ed invitano a tentare la sorte misteriosa di un tempo fuori dal tempo....un tempo sognato...un tempo di frontiera!!! Belle suggestioni suggerisce il tuo misterioso dipinto,carico di emozioni...Grazie,Osvaldo.

giovedì 1 settembre 2011

“Separè” di Osvaldo Contenti



Con tutti i locali open space e soprattutto i loft, che adesso vanno tanto di moda, la funzione di un divisorio temporaneo potrebbe tornare in auge per delimitare, proprio in quelle vaste superfici abitative senza mura, una zona privata demarcata da quelle delicate “pareti mobili” chiamate separè. Che dalla loro, a mio avviso, darebbero anche un tocco di vivacità e di romanticismo in più rispetto agli elementi di arredo, fin troppo minimalisti, che tutti possiamo osservare in versioni sempre più fredde e razionaliste. Così m’è venuto in mente di disegnare un separè molto intrigante, dai colori talmente vivaci tanto da “riscaldare” anche gli ambienti più gelidi.

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Su facebook, il poeta e mio carissimo amico Gian Contardo Colombari, che ringrazio, ha dedicato i seguenti, splendidi versi a "Separè":

Erotismo velato dall'ombra, / fatta di colori e di pasta di vetro: / ma è illuminante penombra, / che disvela ciò che si cela dietro. / La figura annuncia l'amore, / sesso libero eppur discreto, / vissuto senza falso pudore, / con disio appagato e lieto.


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Rivolgo i miei sentiti ringraziamenti anche alla poetessa Valeria Catania, che proprio su questo blog ha dedicato a "Separè" la bellissima lirica che segue:

Bucando la luce latita l'inespresso svestendo verità/ Oltre l'io lucida follia compatta desio del Sè foce d'immagini variegate/ Groviglio neuronale alimenta viva sensorialità/---/

domenica 31 luglio 2011

MIKE NEWELL – Photo: Osvaldo Contenti



Il regista Mike Newell, a Roma, in un mio fotoritratto del 2007. / The director Mike Newell, in Rome, in a 2007 picture of mine.

sabato 30 luglio 2011

In libreria:“La culla” di Francesco Maria Tipaldi


Recensione di Osvaldo Contenti

Non c'è poeta più radicalmente lunare di Francesco Maria Tipaldi. Poiché la sua notte profonda ha origine da dove Tutto ha origine: l'oscurità del grembo materno. Ed è da quella notte uterina, fatta di carne e sangue, che il poeta trae spunto (forse, memoria) per cantare le sue lodi alla vita e alla non vita.
"Siamo uomini non morti (o morti solo per metà) tra le favole senza morale...", scrive, infatti, l'autore nei suoi Vespri. Rammentandosi e rammentandoci quel poco che siamo: chimica sospesa tra l'essere e il divenire, grazie a una Dea Madre che però più nessuno idolatra.
Invece, Francesco Maria ricorda ed è grato alla Dea. Concependo, egli stesso, la sua avventura umana come quella di un argonauta sbarcato in un mondo extravaginale.
Un mondo strano. A dir poco. Fatto di sangue, ma anche di pummarole, di letame e di tenere lattughe, di sputi e di sorrisi. Dove del vello d'oro non v'è traccia alcuna, se non nelle pagliuzze dorate immerse negli occhi forse dormienti di una musa.
Quest'argonauta, quindi, è qui ad esplorare e a esplorarci. Noi, anime spesso urlanti, in un bizzarro e nervoso pianeta-caffettiera.
E facciamoci dunque esplorare, dico io! Leggendone il resoconto in questo "taccuino di viaggio", con licenza poetica, intitolato "La culla".
Un libriccino da leggere, con amore, possibilmente di notte. O, comunque, a partire dall'imbrunire. Se lo farete, mi ringrazierete. Perché solo fra le tenebre distinguerete tutte le sue luci. Quelle racchiuse nel profumo delle ammine, nelle nuvole d'incenso o nei fumi di cotone.
Cosa dite...? Ma viste quelle luci? Ragione di più per scoprirle assieme a Francesco Maria! Buona lettura!

Conosciamo l’autore
Francesco Maria Tipaldi nasce a Nocera Inferiore (SA) il 29 marzo 1986. Sue poesie hanno ricevuto riconoscimenti a premi e risultano inserite in antologie. "La culla" è la sua opera prima.

In rete
“La culla” LietoColle editore

venerdì 29 luglio 2011

STEFANIA ROCCA – Photo: Osvaldo Contenti



L’attrice Stefania Rocca in un mio fotoritratto del 2005. / The actress Stefania Rocca in a 2005 picture of mine.

mercoledì 27 luglio 2011

“ANNI ’70” di Osvaldo Contenti



Non so che cosa ci avesse preso in quegli anni. Certo gli stimoli di una società in forte stravolgimento non ci mancavano davvero. Perché attorno a noi stava cambiando tutto: dai sommovimenti studenteschi all’uomo sulla luna, dalla musica rock alla pop-art, da Che Guevara a Herbert Marcuse, era tutto un fiorire di nuovi concetti e stili di vita, che specialmente per noi studenti del liceo artistico rappresentavano una sorta di manna dal cielo per le nostre attività inerenti agli studi o alle esperienze artistiche extracurricolari. Infatti, appena usciti dai cancelli del liceo, dagli zaini uscivano fuori coloratissime magliette realizzate in batik, collanine, anelli e bracciali di impronta “neoinduista”, poster legati a vari gruppi musicali e manufatti in legno colorato ispirati all’arte africana. Io invece avevo trovato un altro modo per trarre profitto dall’arte. Appena uscito da scuola raggiungevo di volata la Basilica di San Pietro e una volta all’interno mi disponevo dinanzi alla Pietà di Michelangelo, dove in circa mezz’ora realizzavo tre copie del capolavoro michelangiolesco (ripreso da varie angolazioni e disegnato con matita sanguigna) che poi, fuori dalla basilica, vendevo a dei turisti sempre molto ben disposti ad acquistare generosamente dei disegni originali riferiti all’insigne opera del Buonarroti. Insomma, in un modo o nell’altro, i colori e la vivacità di quei prodigiosi anni ’70 finivano per riversarsi sulle nostre vite e in senso lato sui nostri volti, come simbolicamente ho cercato di rappresentare attorno e sul viso del ragazzo raffigurato nell’opera che vedete in questo post.

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Di seguito, assieme ad una strepitosa poesia di Valeria Catania, vi invito alla lettura di una serie di illuminanti commenti, indirizzatimi su facebook, che molto meglio di me hanno sottolineato il senso e la sostanza di quegli indimenticabili anni '70.

"Anni '70"

Visualizzazioni irrompono affollando dissolvenze/
Gorghi caotici occasionali alimentano insaziabile sentire/
Riflessi/ soglia districano l’illimitato adagiandosi sulla soglia dell’essere altrove/
Infinitesima capienza muove l’universo/
Odoroso =A=more/---/


p.s. saluti dal luogo dove il silenzio fertile regna sovrano/---/

Valeria Catania

Marianna Micheluzzi
Dici cose verissime! Tanti sogni e tanta voglia di fare in quegli anni ! I migliori anni della nostra vita: impegno sociale, politico e culturale in senso stretto.Grazie.

Adele Parrillo
‎...Osvaldo...il Batik...l'insegnante di disegno e storia dell'arte ci insegnò a farlo... :-)

Alberto Barra Detto Capogiallo
Son grandi tematiche queste...le collane e l'oriente e l'africa ...a portata di mano...i quadri come grilli parlanti messi a tacere spesso dalla stupidità ideologica del potere...noi non siamo potere...nessun intellettuale vero e puro può esserlo veramente!...

Roberta Mabilia
E dici bene caro Osvaldo Contenti, perchè facendo parte integrante di quei bellissimi anni, confermo e ribadisco che quello che ci prendeva era dettato da una forte motivazione e determinazione, in quanto tutto ciò che posseggo oggi è dovuto al fatto che me lo sono sudato conquistato e guadagnato, con spirito d'iniziativa ed intraprendenza come hai fatto tu con i tuoi disegni all'uscita della Basilica. "Piccolo imprenditore di te stesso, idea, messa in pratica e guadagno meritato". Avevi i colori nella tua indole... Ciao amico caro, buona giornata.

Angela Ragusa
Ricordo quegli anni...sai anch' io volevo fare il liceo artistico ma poi decisi per il classico...quei ragazzi dai lunghi capelli ,così colorati,così avanguardisti spaventarono i miei genitori che mi convinsero per l'altro liceo....Anche se in una città piccola come Siracusa si viveva questo fiorire di nuovi stili mentre proliferavano tutti quei negozi di stile orientale dalle infinite collanine colorate,dai laccetti di pelle all'avorio, dalle borse di stoffa alle sacche all' uncinetto e a quelle sempre di pelle cucite a mano....e quante fragranze di profumi....patchiulli, incenso, sandalo...concentrati in quelle minuscole boccette....e chi dimentica...e tu con il tuo dipinto ci porti ulteriormente alla memoria quegli anni tracciando il volto di un giovane che potrebbe essere il tuo e i suoi lunghi capelli segno di anticonformismo e libertà....(sai i miei figli sono così...portano i capelli lunghi) e poi i tanti colori che sovrastano dallo sfondo....quei colori vivaci che sono simbolo di ogni bella gioventù.

Liliana Verdolin
molto gradevole...

Araba Fenice
Spesso mi kiedo, siamo cosi radicati e impregnati dei colori del nostro tempo ke nn saprei se li scambiassimo con le altre generazioni.....ma sicuramente ci danno la possibilita' di aggiungere nuovi colori.....affinke questa nostra tavolozza, sia sempre piu' riccca delle piu svariate sfumature...............♥

Alberto Barra Detto Capogiallo
La creatività vera .... forse è questa la vera trasgressione...i colori che paiono i soliti...poi diventano insoliti....ed allora nascono le opere d'arte...

Katia Pessolano
Che tristezza invece aver vissuto i vuoti anni '80! Gli anni in cui venivano addormentate le coscienze, l'energia e il potenziale creativo dei giovani attraverso il drive in e altre droghe ugualmente efficaci...gli anni che hanno visto morire gli ultimi veri grandi artisti del 900 come il magico Chagall e Picasso, come John lennon!Bravo Osvaldo a ricordare i ferventi anni 70 anche a noi che non li abbiamo vissuti, anche attraverso l'immagine e i colori del tuo lavoro!

Salvina Alba
Bello il tuo quadro! Quei colori sul viso e tutto intorno rendono bene l'idea dei "figli dei fiori", epiteto di cui ci fregiavamo con orgoglio, figli della pace e dell'amore che volevano cambiare il mondo... e in parte ci siamo riusciti!

Celestina Romito
I messaggi liberatori dei giovani contestatori del ‘68 passavano attraverso le forme creative e trasgressive dell'abbigliamento, cariche di richiami simbolici interculturali e pacifisti ...e si avvalevano della capacità aggregante della musica con i suggestivi concerti di Bob Dylan... nelle sue canzoni la rabbia e la poesia di una nuova visione del mondo che dette spazio e forza ad un grandissimo impegno civile... dei giovani attivisti ferventemente impegnati nella campagna contro il disarmo nucleare, a favore dei diritti civili delle minoranze etniche e della difesa dell'ambiente... furono gli anni in cui i giovani furono i protagonisti del cambiamento... gli anni del movimento studentesco... .che ci ha visti impegnati con l'occupazione delle università... ricordi incancellabili... ero al secondo anno del corso di pedagogia presso l'università di Bari...

Melina Gennuso
Ero a Torino, la mia adolescenza, le passeggiate sotto i portici di via Po, le manganellate in testa a carnevale da parte dei ragazzini impertinenti ehehhehe, i 45 giri nel giradischi, le gite al fiume e la spensieratezza dei miei anni...vorrei tornare lì, a quella età...Bello il tuo dipinto, Osvaldo, erano gli anni dei capelli al vento anche per i ragazzi, verso gli anni 80...grazie!

Francesco Era
I bei commenti hanno ben definito la magia di quegli anni. Mi ha incuriosito una frase del tuo racconto, "Io invece avevo trovato un altro modo....." Mi piace questo essere parte di un fiume in piena ma allo stesso tempo seguire una propria rotta come se sentissi un richiamo per qualcosa che avevi dentro...l'arte, la tua anima lo dimostra. Grazie Osvaldo un abbraccio ciao :-)))

Eliane Micheluzzi
Les années 70 représentaient pour moi et d'autres, des années formidables où tout était possible dans tous les domaines, il y avait de l'espoir pour tous les jeunes, qu'en reste t'il aujourd'hui ? la jeunesse est désespérée, les plus diplômés, les jeunes artistes et comédiens, les musiciens, les peintres, comme il est difficile pour tous de vivre leur passion, difficile société que la notre aujourd'hui...merci cher Osvaldo, tu es toi un artiste avec certainement des moments difficiles malgré ton talent...cependant je te souhaite le plus grande succès possible tu le mérites assurément...amitiés de ton amie française....Eliane

Roberta Mabilia
Che bella l'ultima citazione che hai postato alla fine: (Infinitesima capienza muove l'universo...) Sai Osvaldo, quando noi ragazze ci vestivamo di sgargianti colori, e sulle guance ci disegnavamo i fiori...Ecco, mi sono venuti in mente gli hippie e i figli dei fiori...I colori li avevamo dentro l'anima. Ciao e grazie a te.

Mina Pensi
Gli anni '70....La libertà di vivere,di creare,di amare,di pensare e di fare...!Come in ogni ventata di rinnovamento, c'è la forza e la scoperta delle proprie passioni e soprattutto la magia di trasgredire per gustare le conseguenze di idee e pensieri...La gioia e talvolta la rabbia di "mostrare" per lasciare segni tangibili dell'essenza e dell'esistenza...Parole e parole ,tracciati di idee per impostare un nuovo umanesimo...Creare,discutere,progettare,realizzare,immaginare,sognare...Grande fervore,amore per l'esistenza ovunque e con chiunque...Esaltante,e come tale, rischiosa e pericolosa,nel senso che l'ubriacatura ,qualunque essa sia ,porta a non riconoscere i limiti della realtà oltre i quali non andare...Se lo spirito di rinnovamento non è coniugato ad una stabile e chiara visione degli obiettivi, conduce al caos ed alla tragedia...L'animo vivace della gioventù intesa come primizia necessita di una dose, anche se minima, di maturità interpretativa...!Fiori,colori,disegni,profumi di mondi lontani aprivano gli orizzonti,spalancavano gli sguardi su altre dimensioni...si volava,si sognava!!!!Nel profilo del tuo giovane c'è tutta la simbologia di quegli anni!nonostante le esagerazioni,sono stati tempi memorabili! Al confronto con i giovani d'oggi,mortificati ed inibiti,i giovani di allora ne escono vincitori....Grazie,Osvaldo,per gli spunti di riflessione che ci proponi e per la tua bravura!

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...e, dulcis in fundo, un'altra splendida testimonianza-poesia di Valeria Catania:

Nascevo negli anni ’70 solo più tardi =studiai= le vite dei figli dei fiori / alcune artefatte altre intense/ autentiche/ vive/
Scrutavo/ ascoltando il battito del mio cuore / sentendo a pelle vibrazioni infinitesimali strutturate / La vera rivoluzione di tante monadi infuocate era quella di riuscire a conglobare un’infinitesima capienza che muoveva l’universo /
Alcuni dei loro passi erano mossi da un Odoroso Amore/----/

Un grazie Vivo / ai lindi ricami dell'artista Osvaldo Contenti /---/

Valeria Catania

martedì 26 luglio 2011

Film in Blu-Ray: “LIVE! – Ascolti record al primo colpo” di Bill Guttentag


La morte in diretta Tv
Recensione di Osvaldo Contenti


Alla disperata ricerca di aumentare lo share e gli annessi introiti pubblicitari, la dirigente di un’emittente televisiva, Katy Courbet (Eva Mendes), concepisce un reality in cui il “gioco” della roulette russa decreterà la morte di uno dei concorrenti.

Una morte agghiacciante in diretta tv, che “LIVE! ASCOLTI RECORD AL PRIMO COLPO”, a firma del regista Bill Guttentag, ci propone con un chiaro intento paradossale e provocatorio. Non tanto per ventilare l’ipotesi che ciò possa realmente accadere, ma per avvertirci sui rischi della spettacolarizzazione del dolore che alcuni reality stanno effettivamente correndo, veicolando al pubblico televisivo dei format altamente morbosi, in cui è prevista l’umiliazione pubblica di uno o più partecipanti al programma, per una sorta di un’aberrante gogna mediatica che deve farci riflettere.

Sul piano strettamente formale, invece, va detto che Guttentag (premio Oscar 2003 per il documentario “Twin Towers”) ha risolto con grande inventiva il problema-cardine di questo film girato prevalentemente in interni: riuscire a svincolare gli spettatori da quel senso di claustrofobia che un set sviluppato quasi sempre tra quattro mura porta inevitabilmente con sé.

Una sorta di quadratura del cerchio che il regista ha risolto brillantemente, inframezzando l’uso normale dell’mdp a sequenze girate con handycam, a profili documentaristici dei vari concorrenti del reality, con stacchi televisivi girati in diretta o nel backstage del programma, e persino con immagini rubate da una videocamera poggiata su una scrivania.

Un lavoro di fine cesello di riprese che permette al film di portarci al momento clou della pellicola, quando i concorrenti del reality sfideranno la morte in diretta Tv. Il che porterà ad un controfinale a sorpresa, stile “giustizia divina”, che non va svelato per ovvi motivi.

Il tutto ben pilotato da una statuaria Eva Mendes, che giocando a interpretare una sexy e stronzissima manager senza scrupoli, riesce nell’intento di farcela odiare dal primo all’ultimo minuto del film. In una pellicola assolutamente originale, che non mancherà di far discutere sia i detrattori che i fans dei tanti reality Made in Italy.

Giudizio: 3/5

Curiosità in conferenza stampa

A Roma, durante la conferenza stampa di “LIVE!”, svoltasi nell’elegantissimo roof Ailanto del Marriott Grand Hotel Flora di Via Veneto, quando ho chiesto a Eva Mendes di dirmi se nel film fosse da considerarsi peggiore la figura della manager da lei interpretata o il pubblico che ne seguiva il programma, l’attrice cubano-americana mi ha replicato che “è proprio l’interrogativo da porsi vedendo il film”, glissando un quesito che ora rilancio a chi sta leggendo questa recensione.

giovedì 21 luglio 2011

PINO DANIELE – Photo: Osvaldo Contenti



Il musicista e cantante Pino Daniele in una mia foto del 1989. / The musician and singer Pino Daniele in a 1989 picture of mine.

mercoledì 20 luglio 2011

Italian Dream N. 2 – Photo: Osvaldo Contenti



Elaborazione computer grafica dell’angelo “Vulnerasti cor meum - Hai trafitto il mio cuore” di Ponte S. Angelo a Roma. / Generated computer graphics angel "Vulnerasti cor meum - You have pierced my heart" of Ponte S. Angelo in Rome.

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La poetessa Valeria Catania ha omaggiato la foto di questo post con la seguente, splendida poesia:

Cadenzate geometrie accolgono l'inospitale accendendo vociare in controluce/
Timbrica verticale spalanca corolle crescenza senza filtro/
Percezione sfrangia l'ortogonale/---/

martedì 19 luglio 2011

In Blu-Ray + DVD: “PLANET 51” di Jorge Blanco e Javier Abad


Gli alieni siamo noi!
Recensione di Osvaldo Contenti

La sceneggiatura di questa pellicola d’animazione, realizzata da Joel Stillman, il creatore dell’orco Shrek, risulta subito estremamente godibile. Perché da un’idea di base a dir poco brillante, quella dell’invasore “alieno” rappresentato dall’astronauta terrestre Charles “Chuck” Baker che sbarca fra gli atterriti abitanti di Planet 51, la storia si dipana nelle logiche e divertenti conseguenze di un punto di vista piacevolmente rovesciato, in cui è la nostra razza a costituire una minaccia spaziale e non il contrario, come quasi sempre abbiamo riscontrato in vari film di fantascienza vecchi e nuovi.

Da questo intelligente e intrigante ribaltamento di prospettiva, “Planet 51”, ben diretto da Jorge Blanco e dal co-regista Javier Abad, distribuito in Italia da Moviemax, si sviluppa un ottimo plot che fa ragionare sul concetto di diversità, dell’altro da noi, che per una volta diviene un’etichetta appiccicata addosso alla nostra specie, quella dei temibili “HUMANIACS”, cosa che risulterà davvero poco piacevole per l’unico protagonista umano di questa bellissimo film.

Bellissimo, com’è ovvio, anche grazie ad un nutrito bagaglio computer grafico di vera eccellenza, che gli artisti e i programmatori degli Illion Animation Studios hanno messo in atto in virtù di 200 workstation grafiche della Hewlett Packard, per 56.000 Gigabyte di memoria BluArc e 2500 processori Blade e 1U.

Un lavoro immane per “planetizzare”, secondo il neologismo coniato dai creativi degli Illion Studios, un Pianeta 51 costituito essenzialmente da tre forme base: cerchi, sfere e dischi. Basandosi altresì su un’ambientazione stile anni ’50, su alcuni elementi ovali ripresi dall’Art Deco e sull’Architettura Googie, un design di stampo futuristico molto in voga tra gli anni ’50 e ’60.

Questo anche parodiando o richiamandosi in diverse scene a dei classici della fantascienza, come “Ultimatum alla Terra”, “La guerra dei mondi”, “Cocoon”, o a certi B-Movies, per il film nel film “HUMANIACS II”, e infine allo stracult “Alien”, con un divertentissimo e geniale Alien Dog che quando fa il suo bisognino sparge un temibile acido come il mostro ideato dall’artista surrealista Hans Rudolf Giger.

Il tutto per una pellicola non solo di gran pregio artistico, ma che grazie al doppio binario di una lettura adulta (i richiami ai classici di fantascienza e non solo), abbinata a quella umoristico-educativa indirizzata ai più piccoli, riesce a divertire e far ragionare proprio tutti. Con l’inedito effetto, all’uscita dalla sala, di portare ogni diversa categoria di spettatore a commenti dotti o divertiti indirizzati allo stesso film, magari relativi a quel tal riferimento ad Isaac Newton o all’acida pipì dell’Alien Dog. Un piccolo miracolo di sintesi di visuali tra loro diversissime, che testimonia dell’ottimo lavoro svolto dal team degli Illion Studios.

Giudizio: 3/5

Sito Ufficiale del film
http://www.sonypictures.com/movies/planet51/

N.B. Articolo pubblicato sul Portale d’arte Pittura & dintorni alla pagina:
pitturaedintorni.it

domenica 17 luglio 2011

CURTIS HANSON – Photo: Osvaldo Contenti



Il regista Curtis Hanson, a Roma, in un mio fotoritratto del 2005. / The director Curtis Hanson, in Rome, in a 2005 picture of mine.

sabato 16 luglio 2011

Italian Dream N. 1 – Photo: Osvaldo Contenti



Giornata uggiosa, spalancata su un sogno ad occhi aperti. / Gloomy day, wide open on a daydream.

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Di seguito potete leggere l'intrigante omaggio poetico di Valeria Catania, che ringrazio, dedicato alla foto pubblicata in questo post:

E dopo l'ulteriore controverso l'alternativa dilaga accendendo quadrature potenziali/ L'attimo stravagante rimbalza contrappunto ramato/ accende logica verticale trasparenza in nuove differenze/calvaca nuovi ossigenanti risvegli/---/

venerdì 15 luglio 2011

La Cappella Sistina in 3D


Nel sito del Vaticano è posssibile effettuare una visita virtuale della Cappella Sistina visionando gli affreschi in essa contenuti con il semplice utilizzo del mouse, panoramicando a 360° in ogni zona della sala e zoomando ogni particolare con un’ottima risoluzione finale dei dettagli.

LINK:

VISITA VIRTUALE 3D

STORIA DELLA CAPPELLA SISTINA

giovedì 14 luglio 2011

Film in DVD: "La ragazza con l'orecchino di perla" di Peter Webber


Le magiche luci di Vermeer in uno splendido film
Recensione di Osvaldo Contenti


Si sa davvero poco del pittore olandese Jan Vermeer (Delft, 1632-75). Ma, paradossalmente, proprio il mistero che aleggia attorno a questo grande maestro ha fatto sì che il film che lo vede protagonista, "La ragazza con l'orecchino di perla" (tiolo orig. Girl with a Pearl Earring) diretto da Peter Webber, risulti intenso e madido di certe impalpabili ma vibranti atmosfere che molto difficilmente sarebbero affiorate da una maggiore conoscenza biografica dell'artista. Uno dei rari casi, insomma, in cui l'inconoscibile diviene ricca fonte di ispirazione. Un'ispirazione che in questo caso non poteva che rifarsi all'opera stessa dell'artista. Al suo mondo di luci radenti, di toni caldi e freddi che, assieme, si colgono e si raccolgono entro immagini di vita quotidiana e borghese, le quali probabilmente sono state il fulcro non solo artistico di un pittore poco incline ad allontanarsi dalle mura di casa.
Tali atmosfere sono state perfettamente recepite, prima che dal film, dall'omonimo romanzo di Tracy Chevalier (edito in Italia dalla casa editrice Neri Pozza) che Webber ha certo preso a prestito per il suo film, ma dal quale si è discostato sia per la parte iniziale che per quella finale, raccogliendone "…il senso e lo spirito", come egli stesso ha voluto precisare durante la conferenza stampa che ha presentato la pellicola.
Durante questo incontro, svoltosi a Roma nella prestigiosa sede dell'Associazione Civita, proprio a Webber ho chiesto di spiegarmi come avessero fatto lui e il Direttore della Fotografia, Eduardo Serra, a ricreare, con un perfezionismo tecnico davvero degno di quello di Vermeer, l'illuminazione, le fonti di luce e il "calore" di certi ambienti propri dei dipinti dell'artista olandese.
"La soluzione a questo notevole problema" ha risposto Peter Webber "è venuta dapprima sfogliando una quantità di libri d'arte, dove sia io che il Direttore della Fotografia abbiamo cercato di ricavare i toni di illuminazione naturale che potevano caratterizzare l'interno di certi edifici del XVII secolo. Poi, Eduardo Serra ha avuto l'ottima idea di ricreare quel tipo di illuminazione non solo in un settore, ma in interi interni nei quali gli attori si sarebbero potuti spostare con molta libertà. In tal modo, ovunque collocassi l'mdp potevo cogliere un angolo luce ottimale che tutti hanno riconosciuto essere molto simile alle atmosfere delle pitture di Vermeer". Una grandissima attenzione al piano fotografico che potrebbe portare alla logica consacrazione di un Oscar, di cui però sarebbero ugualmente meritevoli il settore della Scenografia, curata nei minimi dettagli da Ben van Os, il settore Costumi di Dien van Straalen e le meravigliose Musiche di Alexandre Desplat.
Dulcis in fundo, non rimane che parlare delle splendide interpretazioni degli attori principali del film, cioè di uno strepitoso Colin Firth nella parte di Vermeer e della graziosa e convincente Scarlett Johansson nella parte di Griet, la servetta del pittore che poi diviene modella e "complice" del maestro.
Firth è bravissimo nel "…soffondere di mistero la figura dell'artista", come ha affermato egli stesso alla conferenza stampa. Così facendo, l'attore non solo tiene fede alle fonti incerte che marcano la biografia di Vermeer, ma aggiunge al personaggio quel carisma che poi ritroviamo nelle sue opere e nello charme che egli trasmette alla giovane Griet, a cui la Johansson dona con molta maestria un'aurea di sottomissione mista ad intelligenza, di candore e di lieve passione, coronando con la propria effigie uno dei più bei film ispirati al mondo dell'Arte.

Giudizio: 4/5

In rete

Sito Ufficiale del film
Il libro di Tracy Chevalier

N.B. Articolo pubblicato sul Portale d’arte Pittura & dintorni alla pagina:
pitturaedintorni.it

martedì 12 luglio 2011

CHRIS EVANS – Photo: Osvaldo Contenti



L’attore Chris Evans, a Roma, in un mio fotoritratto del 2007. / The actor Chris Evans, in Rome, in a 2007 picture of mine.

venerdì 8 luglio 2011

"GRAFICA SCULTOREA" di Osvaldo Contenti



I momenti in cui si passa dal progetto grafico di una scultura alla realizzazione tridimensionale di quest’ultima sono i più esaltanti per un artista. Perché a tutti, una volta o l’altra, è venuto in mente di porre in sospensione i due processi creativi, cercando addirittura di creare un’impossibile fusione tra le due fasi artistiche, per far coesistere, in una stessa opera, il disegno e la sua espressione a tuttotondo. Ma è davvero irrealizzabile una scultura che contenga in se il disegno che l’ha ispirata? Quando mi sono posto quest’interrogativo l’ho subito giudicato inapplicabile, una delle mie tante fantasie destinate a rimanere pura teoria. Ma poi mi sono tornati in mente i “Prigioni” di Michelangelo Buonarroti e la loro presunta “volontà” indirizzata al volersi “liberare” a tutti i costi dalla pietra che li teneva imprigionati. Un concetto che, in senso lato, potevo sfruttare per dare vita all’idea di una “grafica scultorea” che rispondesse, almeno in parte, all’interrogativo di cui sopra. Il risultato di tutto questo pensare è l’opera che vedete riprodotta in questo post.
Il risultato di tutto questo pensare è l’opera sperimentale che vedete riprodotta in questa nota, che ora sottopongo al vostro giudizio critico.

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"Una sorta di idolo vibrante in cui la grafica sembra sottolineare la chiusura, l’alterità dell’espressione rispetto alla comune vita reale"
Teresa De Salvatore


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L’inteso pregresso vortica dipanando scelte d’irrisolto/ Morfeo scuote scollando perifrasi enzimatica/ Il tutto ed il nulla dissolvono fugacità ombrosa/ Risveglio di nuova vita vera/
Brivido-----------------/---/

Buon tutto Maestro dell'Oltre
Valeria Catania


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Ed ecco di seguito altri interessantissimi commenti critici, a volte favorevoli e a volte no, indirizzati a "GRAFICA SCULTOREA" da parte di alcuni carissimi amici di facebook:

Alessio Patti
Oggi con la grafica virtuale possiamo fare di tutto, anche rispondere al tuo quesito. L'immagine che tu pubblichi è bidimensionale, e sembra essere stata trattata con CorelDraw nel tipico effetto plastic... Interessante quest'opera come tutte le tue espressioni artistiche. Ogni tanto mi piacerebbe sapere cosa ne pensi tu invece delle mie scritture e video artistici. Grazie Osvaldo!

Maria Pia Monicelli
Dopo la spiegazione di Alessio posso solo aggiungere un mio parere sul risultato: è davvero originale, c'è sempre quella visione metafisica (extraterrestre) che ti contraddistingue. Grazie..:)

Marianna Micheluzzi
Risultato superlativo! Davvero. la scultura tra le ARTI è per me la più affascinante. E' VITA .Grazie.♥

Angela Ragusa
Appena l’ho vista, prima ancora di leggere il tuo commento, ho provato un gran voglia di "sentirla " tra le mani come se potesse emanare non so quale magica sensazione...Toccarla e semplicemente al tatto seguirne i contorni, magari ad occhi chiusi, per dare alla mente la possibilità di goderne della sua bellezza senza l'inquinamento di altri sensi...Ma è Rame?

Mariaconcetta Lo Re
Osvaldo mi apri uno scenario nuovo riguardo all'arte. Mi inviti a riflettere. Ci provo, ma non sono brava. L’arte non è intelligenza, l’arte è molto di più. L’arte è il superamento dell’arte stessa.
Se si parla soltanto di mani nude, allora non avrebbe senso nulla dell’arte fino ad oggi, ed anche il concetto stesso di arte sarebbe un paradosso poiché la creazione artistica è un componimento pensato e strutturato.
Questo vale per la pittura, la musica, la scrittura, la scultura fino al cinema ed alla fotografia.
Prendiamo ad esempio un’opera d’arte che si presenta molto molto semplice e proprio in virtù di questa semplicità possiamo scorgere la genialità dell’artista: essa ci appare semplice proprio perché tanto lavoro è stato fatto dietro. Questo è il minimo comune denominatore di tutte le arti: là dove si manifesta la semplicità disarmante del sublime e della bellezza, vi è il massimo dello studio e dell’artifizio. In questa alchimia nasce la genialità. Grazie ***

Roberta Mabilia
Buon pomeriggio Osvaldo, ti dirò in tutta sincerità non riesco a commentare bene questa tua opera, poichè non amo il genere. Non sarei inerente nè coerente, ed io sono abituata a recensire, commentare con cognizione di causa. Ammiro Michelangelo Buonarroti, ho letto tra le sue diverse affermazioni: "Non vedo l'ora che arrivi da Carrara il blocco di marmo che ho ordinato. L'opera che ho in mente si trova già dentro al blocco di marmo, e mi sta gridando, liberami!" Ed è così che sono nate le sue opere più belle e maestose. Nate tutte dal marmo. Nella tua versione caro Osvaldo, l'operato non riesco ad apprezzarlo., forse il colore, forse l'immagine un po' dura...Insomma, non voglio mentirti. Ciononostante ti ringrazio, ci mancherebbe. Ciao e buon fine settimana.

Salvina Alba
Come opera sperimentale non c'è male... anzi la definirei ben riuscita, da ammirare girandole intorno e, se possibile, sfiorandola. grazie!

Mina Pensi
E' tutto un cesello di luci,sfumature di colori,ombre ...per delineare pieghe, rughe di espressione, rotondità, protuberanze! Simula il colore rosso del rame appena fuso e rovente nella cavità di questa maschera di sole infuocato...! Volto misterioso del Fato che dall'alto di una roccia montagnosa guarda un'umanità ignara e curvata nel faticoso andare...Bella immagine scolpita che dimora negli occhi di chi osserva incuriosito e compiaciuto! Secondo me,Osvaldo,questo tuo dipinto ha una duplice identità tecnica ben riuscita! DI FATTO LA PERCEPISCO COME SCULTURA IN RAME. In verità altre tue opere si presentano come sculture in legno dal colore intenso e caldo e si staccano nettamente dallo sfondo....Devo confessarti che questa tua opera mi incuriosisce e mi attrae...Grazie,caro Osvaldo...Complimenti!

Francesco Era
Penso di capire e condividere le tue esaltanti emozioni, anche se nelle mie modeste realizazzioni non ho mai fatto grafica nel senso che ho un'idea, prendo un pezzo di corallo o legno e "scalpello", certo quando vedo che il corallo o il legno riescono a tridimensionare un mio pensiero, provo un'emozione unica. Mi piace tanto la complicità che tu hai con i tuoi lavori, ci metti anima e cuore. Un caro abbraccio Osvaldo, ciao :-)))

Melina Gennuso
D'accordo con Francesco, le tue emozioni riesci a trasmetterle a noi. Grazie, Osvaldo, bellissima opera, avvolta nei silenzi e nei misteri... :-)

Simonetta Della Scala
la filigrana della lama sul dorso del bronzeo traccia possibili vie di confine ultimo e ultimativo, come se ci si domandasse, come l'artista stessso ammette, fin dove ci si può spingere.. e quest'opera enigmatica, notturna, come davvero un bagliore sulla nuit, un nugolo di lucciole che si incarnano per un attimo lasicandoci il senso di "asparizione" ma nahce di una solidità dolcemenete e ferocemente inafferrabile, sferica nel suo darsi, si snoda in una compattezza labirintica polisemica. sds

Marina Sarti
Ciao Osvaldo, mi piace il tuo modo di descrivere un qualcosa di indescrivibile il disegno che diventa oggetto penso sia più difficile da immaginare di un'idea che diventa dipinto... per ambo le cose ci vuole una particolare sensibilità e non di rado il risultato e sorprendente! Per me la risposta alla tua domanda è no, non è irrealizzabile... ma per me spiegare come riuscirci è un'impresa al di là delle parole che posso usare. Il risultato può piacere o non piacere ma la meraviglia, la gioia, il timore (riesco-non-riesco) sono "doni" che facciamo a noi stessi, doni meravigliosi e ogni volta nuovi, diversi, intensi. Ti accludo il messaggio di una mia amica...

> Teresa De Salvatore commento sulla bacheca di Marina Sarti:
Una sorta di idolo vibrante in cui la grafica sembra sottolineare la chiusura, l'alterità dell'espressione rispetto alla comune vita reale. Direi all'autore di andare avanti. Puoi inoltrarlo a Osvaldo.

Anna Maria Angioi
Come al solito, arrivo in ritardo. Nello schermo piatto del pc non riesco a capire se sia un oggetto bi- o tridimensionale, ma a me ha dato l'impressione di una figura che tenta con sforzo di liberarsi da un velo (la tela del quadro?) che la trattiene e la costringe ad una staticità insopportabile.

Anna Maria Ciaurro
Quando l'artista arriva a rappresentare il suo pensiero in tutte le sue sfaccettature allora vengono fuori capolavori come questo... Osvaldo ha fatto di quest'opera un insieme di movimenti e di stati di stallo... questa immagine parla con la voce della forza del pensiero, sembra proprio che il disegno di essa si appresti ad uscire fuori dalla sua dimensione premendo con forza contro quella membrana "d'acciaio" trasparente che lo trattiene come a volerne impedire il movimento anzi; la nascita... per liberarsi dalla "prigionia" del immagine e farsi quasi carne. L'impressione della più assoluta tridimensionalità che trasmette questa Opera è quella che al seguito di questa testa ci sia anche un corpo anche se non lo vediamo! Il colore rosso del sangue, dà l'idea di quanta vita trasmette, e quel color bronzo e quella espressione mi ha fatto venire in mente un guerriero che non si arrende. Grazie Osvaldo, mi dai modo di spaziare nella voragine del vulcano della tua fantasia.

Katia Pessolano
A me vengono in mente i magnifici dipinti di Modigliani, credo che lui sia riuscito a sublimare il concetto di cui parli! P.S.: complimenti per la tua "sospensione":)

mercoledì 6 luglio 2011

Fiorella Corbi omaggia “Lilith” nel suo blog



La scrittrice Fiorella Corbi, che ringrazio, autrice del romanzo “COEVA” (Bastogi Editrice Italiana) assieme a Maria Pia Carlucci, Maurizio Verdiani e Stefano Capecchi, all’interno del suo blog “Fiorella Corbi (Iridediluce)”, ha omaggiato la mia opera “Lilith” in questo suo post:
http://iridedilucecoeva.wordpress.com/2011/07/06/lilith-di-osvaldo-contenti/

In libreria: “RENDIMI ALTARE” di Angela Ragusa


Recensione e conversazione con l’autrice di Osvaldo Contenti

Sulle ali della poesia

L’atto del fare l’amore è un rito pagano con caratteristiche ancestrali e Angela Ragusa ce lo ricorda costantemente in questa sua matura raccolta di poesie, intitolata “RENDIMI ALTARE”, edita da LietoColle.
Poesie che non sembrano solamente tali, perché il loro andamento liturgico è talmente denso da sfociare nella mediazione simbolica del rito e nella sua conseguente rappresentazione plastica, con ampi richiami ellenistici, tanto da rammentare le poesie amorose di Teocrito.
Da questo punto di vista, la poesia “Il peccato della regina” è assolutamente emblematica, in quanto recita così:
Di passione il tuo sguardo / mi attende, giaciglio / nella dimora del prendersi. / Si compie un peccato divino / e sul trono del mio re / siedo trionfante.
Una lirica che ci fornisce subito la giusta chiave per aprire il ricchissimo scrigno poetico di Angela Ragusa.
Perché la scelta dei termini “giaciglio” e “dimora” già sottendono a non banalizzare il luogo, bensì ad elevarne lo status, che partendo dalla raffinata ambientazione simbolica ha tutte le caratteristiche essenziali per ospitare l’atto regale - quello del delizioso ossimoro di un “peccato divino” – in cui Re e Regina si incoronano a vicenda mediante l’efficacissima metafora del “trono”.
Così, tra “danze notturne”, “ciliege turgide” e “radici avvinghiate”, la poetessa imbastisce un assieme di emozioni senza tempo, pronte a sciogliersi e a ricomporsi dove e quando ve ne sia bisogno, senza mai perdere il filo del desiderio, unica condizione a che tutto si compia in una dimensione ideale, sfruttando i sensi come veicolo “musicale” per arrivare all’armonia degli stessi.
Al di là di questo, l’autrice a volte guarda altrove, magari verso direzioni molto meno quiete e idilliache.
E in quei casi il suo sguardo è smarrito, come in “Rosa avvizzita” o in “Declino”, o severissimo, come in “Marcia nuziale”. E allora ci accorgiamo che dietro il fitto sipario della passione spesso si celano delle ombre inconfessabili o delle ataviche ingiustizie, verso le quali l’analisi è cruda e assolutamente implacabile.
Quindi, Luna Piena e Luna Nera si affacciano nello stesso volume di poesie, una volta ricoprendoci di luce azzurrina e l’altra ammantandoci di cupi tormenti.
Quale fase lunare scegliere tra le due? Nessuna, ovviamente. Perché l’una non esisterebbe senza l’altra, per quella legge dei contrari che dà equilibrio al tutto, anche alla straordinaria produzione lirica di questa poetessa alla sua opera prima. Ma di cui sono certo sentiremo parlare a lungo, per la sua capacità di sublimare concetti eterni, con un’eleganza tutta da scoprire, come “un’aurora dei sensi che appare d’incanto”…

>>> l’articolo prosegue sul Portale dello Spettacolo PALCOSCENICO all’indirizzo:
palcoweb.net


NEWS! Il sito delle edizioni LietoColle, che ringrazio per l'attenzione, ha pubblicato per intero la mia recensione dedicata al libro "RENDIMI ALTARE" di Angela Ragusa all'indirizzo:
http://www.lietocolle.info/it/o_contenti_con_ragusa.html

martedì 5 luglio 2011

VALERIA GOLINO – Photo: Osvaldo Contenti



L’attrice Valeria Golino in un mio fotoritratto del 2005. / The actress Valeria Golino in a 2005 picture of mine.

domenica 3 luglio 2011

Film in Blu-Ray: “ARTHUR E LA VENDETTA DI MALTAZARD” di Luc Besson


Ambientalismo e creatività
Recensione di Osvaldo Contenti


La tematica ambientalista

“Con questo film voglio dare coraggio e speranza ai bambini ai quali lasciamo un mondo sporco e volgare!”. È in questo modo perentorio che Luc Besson ha presentato a Roma, alla Casa del Cinema, il film d’animazione “ARTHUR E LA VENDETTA DI MALTAZARD”, di cui ha firmato il testo (per un libro edito in Italia da Mondadori) e la regia.
Un tono energico, quello adottato del regista francese, che ci fa subito intendere quanto egli abbia a cuore le tematiche ambientaliste, rese ancor più urgenti dall’attuale, profondo stress climatico a cui è sottoposta la Terra.
Un tema, per la verità, già affrontato cinematograficamente, e molto seriamente, nel 2006, da Al Gore nel bellissimo e puntuale docufilm “Una scomoda verità” (titolo orig. An Inconvenient Truth), ma che nella saga di Arthur (iniziata con Arthur e il popolo dei Minimei, dello stesso Besson) viene affrontato con le armi della creatività da artisti e animatori che si pongono al servizio di un messaggio rivolto alle nuove generazioni, verso le quali sentono di dover infondere non solo la speranza in un futuro migliore, ma un pungolo ideologico da convogliare,
unitamente ai piccoli spettatori, verso i potenti che avrebbero il dovere di assicurare la salvaguardia del pianeta.

Il processo creativo e il messaggio ecologico

Una preoccupazione alla quale il recente summit di Copenhagen ’09 ha corrisposto in modo sterile, impacciato, elusivo e con un stallo di fatto che potrebbe costarci molto caro sul versante delle contromisure da adottare contro il surriscaldamento planetario.
Perciò, Besson, prevedendo questo impasse, ha fatto in modo che il presente sequel (a cui seguirà un terzo episodio, già in cantiere) fosse votato all’ecologia.
E in tal senso si spiegano i favolosi scenari di “Paradise Alley”, la minuziosa riproduzione computer grafica della natura del sottobosco, gli animali in festa e i modellini naturali scolpiti dal team dell’artista Hugues Tissandier, unitamente al messaggio di fondo.
Il tutto per un gruppo di 170 tra animatori e supervisori, di cinque graphic designer, Philippe Rouchier, Robert Cepo, Nicolas Fructus, Georges Bouchelaghem, Stéphane Martinez, e un team di sequenze live-action, capitanato dal direttore della fotografia Thierry Arbogast, che ha fatto riferimento alle opere degli artisti statunitensi Norman Rockwell e Edward Hopper, complice la rigogliosa campagna della Normandia, per “catturare” fonti di luce naturale, anche nelle difficili scene notturne.
In un film che quindi ha le qualità artistiche per proporsi in prima fila anche tra i giganti dell’animazione made in Usa.

Giudizio: 4/5

Curiosità

Nella versione americana del film, il cantante Lou Reed prende il posto di David Bowie nel prestare la voce al cattivissimo Maltazard.

In rete

Sito italiano del film
http://moviemax.it/film/Arthur

N.B. Articolo pubblicato sul Portale d’arte Pittura & dintorni all’indirizzo:
pitturaedintorni.it

sabato 2 luglio 2011

“Kalos kai Agathos” di Osvaldo Contenti



Kalos kai Agathos, vale a dire il bello è anche buono, e viceversa, in un rapporto di inscindibile armonia. Per Platone era così. Ma questo concetto espresso nel periodo della Grecia Classica può essere valido anche al giorno d’oggi?

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Su Facebook, la poetessa Valeria Catania ha dedicato i seguenti, magnifici versi all’opera pubblicata in questo post:

Kalos kai Agathos
Surnatante sofferenza residua inattesa/
Filtra fonema irradiando antefatto/
Sosta adagiata sdoppia allungando divenire contrapposto/
Trasforma volontà di connessione/
Senza scelta/--/


p.s. conosco la bellezza che è anche bontà = e = la bruciante sofferenza del convivere abbracciando l’altro/a

Valeria Catania

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E a seguire non perdetevi questa serie di strepitosi commenti, sempre inerenti a “Kalos kai Agathos”, amabilmente scritti da alcuni carissimi amici di facebook:

Eliane Micheluzzi
Kalos Kai Agathos " Beau et Bon " l'oeuvre ainsi proposée je la dirai " belle et très originale " comme tu l'es toi dans tes expressions et dans ta façon de voir la vie, c'est toujours très intéressant et cela nous interpelle..compliments Osvaldo, merci de ce cadeau ..amitiès...

Pia 'Smilla' Fantoni Stufissima
mi piace!!!!

Liliana Verdolin
il bello interiore...sicuramente è anche buono....i tuoi colori mi avvolgono stupendi...

Francesco Era
‎"Ogni scarrafone è bello 'a mamma soia"....questa verità ci fa capire che nel profondo dell'anima non esiste il bello o il brutto, il buono o il cattivo, esiste qualcosa che nasce tra l'osservante e l'osservato...voglio chiamarla armonia, ricondurmi a Platone e trovare che lo "scarrafone" diventa bello e buono. Al di là delle parole trovo la tua opera molto significativa. Un caro abbraccio Osvaldo :-)))

Roberta Mabilia
Buon pomeriggio Osvaldo. Certo, è assiomatico. Come quando sovente si dice:" Che bella torta! Chissà quant'è buona!" Nellla tua opera si evince sia l'uno che l'altro. le linee morbide e precise, sinuose e decise, indicano una madre che abbraccia teneremante il suo bimbo. E quest'immagine così dolce, ci porta a provare le stesse emozioni e sensazioni che hai trasmesso tu, con il tuo dipinto. Scaturire vivamente, quanto è bello e quanto è buono il sentimento d'amore. (E questo concetto espresso nel periodo della Grecia Classica è valido anche al giorno d'oggi...) E' valido fintantoché le persone esprimono le loro sensazioni interiori. Sono dell'idea che sia per sempre, poichè il bello e il buono esisteranno per sempre negli animi di coloro che lo sanno immediatamente individuare ed esternare. Quindi la tua provocazione, ad intitolare l'opera Kalos Kai Agathos, è lecita e dovuta. Ciao, a presto. Grazie passa un buon fine settimana.

Daniele Petrone
Complimenti Osvaldo, come sempre opera significativa. Mi permetto e me ne scuso, di accettare la provocazione. Personalmente mi piace considerare il Mondo, come Platone e cioè come un grande Ordine dove tutto si collega in modo armonioso con l'uomo. Arte, Cultura, Scienza, Legalità, Democrazia, Giustizia ecc., per cui caro Osvaldo la tua provocazione oggi trova più che mai oggettivo riscontro nella nostra società. Bello è buono oggi???? Quanta bellezza...... infatti oggi, i politici sono reclutati per la loro bellezza e non perchè devono essere al servizio del Popolo, ma per continuare a fare la vallette , non per garantire a tutti pari opportunità, ma per consolidare privilegi, non per garantire il diritto al Sapere e alla Salute per tutti, ma per pochi, non per affermare principi di giustizia uguali per tutti, ma per sfuggire alla Giustizia........ tutta Bellezza in un grande girone Dantesco. Ancora complimenti, ciao.

Alberto Barra
grazie Osvaldo, quello che vedo è veramente una ricerca spasmodica non tanto degli equilibri che caratterizzano l'opera d'arte bella ... anche ... ma del nuovo ... arte che sia proposizione dell nuovo ...ne abbiamo tutti bisogno ... bisogno di nuovi punti anche grafici di comunicazione ... e l'opera in questione ci riesce ... anche attraverso il colore ... comunichiamo allora ! ahahah grazie nuovamente!

Melina Gennuso
Sono d'accordo con Francesco, nel bello di solito si ricerca la parte buona, un'armonia che li unisce, come se, altrimenti, venisse a mancare il completamento della persona stessa. Un concetto d'unione e d'amore dell'animo umano. La tua opera è bellissima, Osvaldo, complimenti!

Ambra Sorrentino
nessuno e niente è veramente bello e buono se non conosce e presenta anche il brutto ed il cattivo di sè!

mi piace...per questo ancor di più la polarità positivo-negativo dei due dipinti!

Mary Caputo
molto bello...♥

Mina Pensi
Il bello è anche buono? Domanda ricorrente... L'opera creativa è parte intima dell'autore,è comunicazione in definitiva di un'identità.....che come tale è sempre e comunque in evoluzione e alla ricerca di conoscere e comprendere se stessa....! L'artista è una "persona" che si esprime utilizzando mezzi che narrano, propongono e inevitabilmente coinvolgono in un processo di crescita anche il fruitore....! Dunque la mission dell'arte è connettere ,non ha fine scopertamente didascalico....Semmai, tale elemento potrebbe intervenire senza essere voluto....!Il bello è armonia in senso lato,suscita emozioni,sensazioni,contaminazioni, pensieri.....Non è percepito nella stessa intensità e secondo gli stessi parametri! Dunque le risonanze sono varie e talvolta contrastanti...! L'equazione BELLO=BUONO a mio avviso non esiste....Platone considerava l'arte ancella dell'anima razionale ed era subordinata ad essa,doveva perciò soddisfare esigenze di tipo socio-politico,non essendo indipendente.Tendeva a suscitare la catarsi in quanto era finalizzata! La tua opera, Osvaldo, mi infonde una sensazione di calde vibrazioni che dilagano e supportano un processo di evoluzione vitale...con uno sbocco di serena speranza,di raggiungimento degli obiettivi.... Pur tuttavia, le figure come sagome evidenziano anonimato ....nel vivere e nel subire l'ombra del rischio e della fatica esistenziale.....inseriti in un'atmosfera dettata da impulsi, pulsioni tipici dell'ardimento e della passione! Grazie della nuova proposta,caro Osvaldo! Vivissimi complimenti♥

Marlene Kirchesch
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L'artista Esistenzialista
je suis d'accord avec Mina Pensi

giovedì 30 giugno 2011

TOM CRUISE – Photo: Osvaldo Contenti



L’attore Tom Cruise, a Roma, in un mio fotoritratto del 2009. / The actor Tom Cruise, in Rome, in a 2009 picture of mine.

Film in Blu-Ray: “AMABILI RESTI” di Peter Jackson


Il limbo tradotto in immagini
Recensione di Osvaldo Contenti


La quattordicenne Susie Salmon (Saoirse Ronan) viene brutalmente ammazzata da un inquietante maniaco (Stanley Tucci) nel dicembre del 1973. Ma già un momento dopo l’assassinio, la ragazza, avvinta in una sorta di limbo ultraterreno, ci parla di sé, narrandoci sia gli antefatti inerenti all’omicidio che l’ingresso nell’extramondo di cui ora fa parte.

E questo dà modo al regista Peter Jackson di convogliare in “AMABILI RESTI” tutta la sua proverbiale maestria in fatto di rappresentazioni legate al genere fantasy (vedi la trilogia de “Il Signore degli Anelli”), che, però, in questo caso, vengono opportunamente miscelate alle atmosfere da thriller che si dipanano in tutto il corso del film.

Film che, volutamente, non traduce tutta la crudezza presente nell’omonimo romanzo di Alice Sebold da cui è tratta la pellicola. Perché, Jackson, ha esplicitamente dichiarato che non gli interessava tingere di sangue una vicenda già drammatica di per sé, preferendo privilegiare la fase “onirica” del percorso di Susie.

Il che ci regala scene di grande poesia ed efficacia artistica, in cui il gusto estetico del regista raggiunge vertici davvero insuperabili. A cui la soavissima e talentuosa Saoirse Ronan e l’ottimo Stanley Tucci (in una straordinaria interpretazione da Oscar) aggiungono tutto il peso della loro professionalità, realizzando dei ritratti assolutamente veridici.

Giudizio: 4/5

In rete

Sito italiano del film
http://www.lovelybones.com/intl/it/#home


In libreria

Il bellissimo, toccante e avvincente romanzo “AMABILI RESTI di Alice Sebold, da cui è tratto il film di Peter Jackson, pubblicato dalle edizioni e/o, è acquistabile nelle librerie di tutta Italia e anche on line in:

http://www.edizionieo.it/

N.B. Articolo pubblicato sul Portale dello Spettacolo PALCOSCENICO all'indirizzo:
palcoweb.net

martedì 28 giugno 2011

Film in Blu-Ray: “RANGO” di Gore Verbinski


Verbinski fa il ruggito del Leone!
Recensione di Osvaldo Contenti


I disegnatori di “RANGO”, uno splendido film d’animazione ben diretto da Gore Verbinski, hanno attinto le espressioni da apportare ai personaggi da quelle degli attori, che il regista ha ripreso in High Definition durante tutte le sessioni di doppiaggio.
Questo perché Verbinski volela che ogni personaggio animato fosse il più aderente possibile alle voci e alla mimica facciale dei doppiatori, in specie per Johnny Depp, che nel film in versione originale ha prestato la voce alla star del film: Rango, una lucertola che sbalzata fuori da un terrario domestico si ritrova nel bel mezzo del deserto del Mojave, con scarsissime possibilità di sopravvivenza.
Invece, Rango, aiutato dalla lucertolina Borlotta, non solo sopravvive, ma raggiungendo un’aridissima cittadina del West, non a caso chiamata Polvere, ne diventa rocambolescamente lo Sceriffo, e quindi l’eroe, in grado di risolvere il suo problema endemico: la siccità, che rischia di fare secca ogni forma vivente sul suolo di quella inospitale contrada.
Una cittadina del selvaggio West tradotta digitalmente dagli animatori della ILM, l’Industrial Light & Magic, fondata da George Lucas, che tra gli altri ha firmato gli effetti speciali dell’ormai celeberrima saga di “Guerre Stellari”, ma che in ambito di film d’animazione era alla sua prima esperienza, del resto come Verbinski, arcinoto per la riuscitissima serie de “I Pirati dei Caraibi”, ma un neofita nel genere dei cartoni animati.
Un doppio handicap che il regista ha trasformato in una duplice opportunità, scommettendo che egli stesso e l’ILM avrebbero prodotto qualcosa di estremamente originale, di mai visto prima, proprio perché “novellini” nel campo dell’animazione. Una scommessa che, a mio giudizio, Verbinski ha vinto a pieno merito, per tre motivi principali.
Primo, perché il nostro ha diretto la pellicola come fosse un film vero e proprio, con campi e controcampi, soggettive, primi piani, piani americani, dettagli, campi lunghi e totali, quindi con i “movimenti di macchina” propri della cinematografia convenzionale, il che per un film d’animazione è cosa più unica che rara. Secondo, perché ha fatto sua la lezione del regista italiano Sergio Leone, maestro nel drammatizzare e reinventare un genere western sino a quel momento ad esclusivo appannaggio del cinema americano. Terzo, perché ha lasciato che la ILM si sbizzarrisse in ciò che sa far meglio: la confezione iperrealista di ambienti e personaggi, che pur riflettendo un’impronta caricaturale della realtà, sanno sempre rendere sia nei micro che nei macrocosmi rapresentati una versione verosimile dell’esistente, per il tramite di un’intelligente e sapida ironia di fondo.

Curiosità
Durtante la visione del film, osservate le cose sparse tra gli edifici di Polvere, che all’apparenza normali sono invece costituite da logori pneumatici, bombolette spray e da bastoncini di ghiacciolo!

Giudizio: 4/5

In Rete

Sito italiano:
http://www.rango-ilfilm.it/

N.B. Articolo pubblicato sul Portale d’arte Pittura & dintorni all’indirizzo:
pitturaedintorni.it

lunedì 27 giugno 2011

BRUCE WILLIS – Photo: Osvaldo Contenti



L’attore Bruce Willis in un mio fotoritratto del 2007. / The actor Bruce Willis in a 2007 picture of mine.

sabato 25 giugno 2011

Hubble Deep Field Slideshow

In libreria: “HUMUS” di Francesco Maria Tipaldi


Attrazione fetale!
Recensione di Osvaldo Contenti


Cosa può vedere o pensare un non-nato? E mentre “Preme il sangue nel fango fetale” quali visioni lo inquietano, quali rumori lo incuriosiscono, proprio quando “La terra dà le grida del parto”?

Francesco Maria Tipaldi, nel suo straordinario volumetto di viaggio-poesie intitolato “HUMUS” (Casa editrice L’arcolaio, di Gian Franco Fabbri), ha lo sfacciato ardire di svelarci tutto questo! E molto altro ancora…

Nel farlo, adotta una sorta di allotropia semantica, in cui, per doppia etimologia, egli è il feto e il narratore esterno, la voce fuori campo e dentro il campo… uterino, pur essendo la medesima persona-non-persona.

In ciò, supera agilmente le barriere del “non essere” shakespeariano, calamitato com’è da quella ineffabile “attrazione fetale” di cui già si comprendeva il richiamo ne “La culla” (Edizioni LietoColle, 2006), prima raccolta di liriche del Nostro.

Ma qui l’ossessione per dar voce ai senza-voce si fa ancora più ossianica. Di più, oltre alla virulenza, tipica del bardo scozzese, affiora un moderno Sturm und Drang in cui la potenza dei versi parafrasa la drammaturgia. Dove il comico e il tragico parlano la stessa lingua, e si sfottono e si urlano addosso fino allo sfinimento, come fossero maschere di vita e morte di uno stesso, informe corpo di fango che nulla sa veramente di sé, perché nessuno lo ha ancora visto, toccato, riconosciuto.

Una vita-non-vita, insomma, che assomiglia molto a quella del Golem d’argilla di Gustav Meyrink, la cui anima è appesa al filo delle ore di vita che gli sono concesse, dopo le quali torna ad essere il non-Essere, la materia grezza, l’embrione, appunto.

A tutto questo pensavo mentre leggevo, l’uno dietro l’altro, con avidità, i versi di “HUMUS”. Ma poi, giunto all’ultima, doppia lirica intitolata “Amfumis”, ho capito… Ho capito che Francesco Maria, tramite la poesia, stava tentando di comunicare direttamente con Dio: “Ammettici a godere della luce del tuo volto”, e assieme con la Dea Madre, con il volto di Lei che affiora dal fango del parto.

Ancora un’inaudita sfrontatezza dell’autore! Che non solo fa l’autoreferenziale Virgilio di se stesso nel suo viaggio intrauterino, ma che al suo termine anela addirittura a vedere il volto del Creatore! Una sfrontatezza che però, dobbiamo dirlo, fa stretta e dolce rima con la tenerezza del “punto esatto in cui decisi di nascere”, dove il poeta lascia il compito di essere rappresentato dai versi-vagiti spontanei di un bambino tanto spirituale quanto universale.

In Rete

Sito della casa editrice L’arcolaio

www.editricelarcolaio.it

Nel sito è possibile acquistare on line, oltre a “HUMUS” di Francesco Maria Tipaldi, ogni pubblicazione edita da L’arcolaio.

venerdì 24 giugno 2011

"LA DANZATRICE" di Osvaldo Contenti



Mi è piaciuto molto il gioco del non spiegare nulla sul lavori d’arte che sottopongo al vostro commento critico, perché le vostre osservazioni mi sono apparse più libere senza il “sigillo” interpretativo dell’autore. Così, sperando di farvi cosa gradita, ripeto l’esperimento, stavolta con la voluttuosa e ardente DANZATRICE che state vedendo. A voi la parola. E grazie in anticipo a chi vorrà intervenire. Osvaldo :O)

N.B. La danzatrice l'ho ritratta dal vero. Mentre danzava, vorticosamente, indossava una maschera, tra l'alieno e il felino. Ballando, seguiva le note della sinfonia "L'uccello di fuoco" di Igor Stravinskij.

Garibbo Vincenzo
sensuale movimento....................

Valeria Catania
Segmenti iniettano posturale sonorità/Antitesi coesiste dono riflesso stemperando distacco/Originaria progressione alimenta spettrofotometrando arcobaleno in notte stellata/---/

Yuna Parmentier
♥♥♥

Maria Pia Monicelli
quel serpente....)))

Iggy Rose
Oh Osvaldo xxxxxxxxxxx

Angela Ragusa
Fiore di zucca fascia l'aliena
Danza flessuosa.
E' Eva che ammalia,
odore di femmina non ancora sbocciata.
Prototipo ascende tra alghe di mare,
dal verde smeraldo all'arancione solare.
Matura nel rosso, sfiderà anche l'aspide.
Da quel ballo ancestrale assorbirà l’ardire,
e donna e madre e regina
radicherà sulla terra.

Angela Ragusa
Restiamo in tema evolutivo almeno secondo la mia visone...un prototipo di femmina che si differenzia nell' acqua, laddove ogni forma di vita ha avuto origine, (i filamenti sono alghe per me )che appare verde in profondità ma che si apre al cielo coni colori del sole.Poi quel serpente sulla sua testa mi ricorda Eva ancora fragile ed ingenua ma che divenuta (Ma)donna saprà far fronte alle insidie dell 'umanità regalando la sua offerta materna.
… quei fili potrebbro essere le sequenze aminoacide che "aggrovigliandosi "danno origine a forme viventi ben più precise...le vedo unirsi all'immagine della danzatrice che mi pare così volutamante fatta di linee poco precise...poco "evolute"...

Francesco Era
Mi piace questo gioco "attraverso te conosco me, attraverso me tu conosci te". Cosa vedo? l'inizio della nostra distorta storia (Eden ), vedo l'indicazione alla fonte di un'energia che governa la vita stessa. potresti riscrivere il libro senza alterarne il divino...Grazie per le emozioni che mi dai Osvaldo :-)))

Marlene Kirchesch
♥´¯`•->❥❥❥I suoi movimenti con molto ballerina, si presenta a volte come un serpente ora una farfalla, originale, bella e sensuale, un poema lirico ..... fatto con l'amico di danza bella ... complimenti ... tanti baci dal Brasile.......:)

Liliana Verdolin
I tuoi colori mi danno sempre un senso di benessere e pace...la ballerina....mi inquieta un po’...

Eliane Micheluzzi
La danse des corps mélangés et inquiétants, magnifique oeuvre Osvaldo, tant dans les mouvements que dans les couleurs, l'Oiseau de Feu auquel l'on peut penser en voyant ce tableau est magnifiquement interprêté par Francesca Potenza, belle composition de Stravinski....compliments " pittore "....

Salvina Alba
Si libra leggera nell'aria sullo sfondo arancio di un tramonto...

Roberta Mabilia
Ecco vedi? E' come la bellissima Silfide del tuo disegno, pare che sia accigliata verso di noi che la stiamo osservando, in realtà si sente imprigionata dai legami degli steli sottili che la tengono come se fosse una bambola di pezza, non si arrende e lo dimostra elevandosi sino in cielo...dove vige il suo vero regno e la sua reale dimensione. Se ne va via piano piano ma decisa e fiera, dove potrà danzare libera soavemente la sua danza ardente senza remore.
L'Uccello di fuoco ha sempre insinuato in ognuno di noi, la libertà che dirompente desidera emergere dalla nostra interiorità, con scintille ardenti...E finalmente esprimersi libera da ogni vincolo che lo tiene imprigionato in qualche misterioso modo indissolubile...

Anna Maria Ciaurro
‎"La Danzatrice" ... La prima cosa che mi affascina è propio Lei; questa figura fantastica dalle sembianze di un folletto " quello della Musica" che hai dipinto sulla base di una ( Chiave di violino o di sol ) solo che il pentagramma ha sette linee e sei spazi e sono posti in verticale anzicchè in orizzontale; proprio a determinare la libertà interpretativa della musica vista in "Chiave fantastica", il tutto avvolto in colori meravigliosi quali sono quelli dell'arcobaleno... che vengono sprigionati quando un certo tipo di musica ci coinvolge trasportandoci in altra dimensione; e mi intriga questo serpente che ne avvolge il capo di questa danzatrice..., come a volte può intrigare " La danza". A volte vago in mondi fantastici per alleviare la stanchezza che può dare la monotonia e ascolto la musica che mi fa danzare aggrappata al filo della libertà... Grazie Osvaldo, con stima e ammirazione Anna maria.

Aldo Guadagnino
Beh, Osvaldo, con voluttuosa e ardente qualche input lo hai fornito, a me non resta altro che ammirare l'opera per la sua armonia tra le linee e il colore. Ciao, buona serata.

Ambra Sorrentino
Ardente passionalità, seducente voluttuosità, movimenti turbolenti e blocchi di angosciante e tetra solitudine mista a rabbia e cocente calore!

Marianna Micheluzzi
La danza è sublimazione....il corpo si esprime rivelando profonde ed enigmatiche pulsioni, guidato dalla musica.Ma questa danzatrice no, lei ha una musica in testa. E' la sua musica e s'abbandona ad essa con languore, coinvolgendo il suo pubblico.Il tratto è fortemente sensuale e i colori sono acerbamente solari.E' una donna molto giovane e molto femmina.

Anna Maria Angioi
Io abbraccio con entusiasmo l'affascinante e coinvolgente descrizione di Angela e non oso pronunciarmi di fronte a questi bellissimi commenti che ho appena letto. Posso solo confermare che la sua posa trasmette sensualità e voluttà, in contrasto col suo sguardo carico di rabbia (anche a me ha dato l'impressione che ne ha riportato Gloria).

Marlene Carboni
l'uccello di fuoco di Igor StravinsKji agita sempre le sue Ali nei cuori e nelle mani degli Artisti senza mai bruciarli ^ ! Finalmente posso condividere questo Capolavoro in Danza * !

VALENTINA CERVI – Photo: Osvaldo Contenti



L’attrice Valentina Cervi in un mio fotoritratto del 2008. / The actress Valentina Cervi in a 2008 picture of mine.

giovedì 23 giugno 2011

In DVD e Blu-Ray 3D: “Coraline e la Porta Magica” di Henry Selick


L’arte dei burattini senza fili
Recensione di Osvaldo Contenti


Tratto dal pluripremiato ed omonimo romanzo di Neil Gaiman, “Coraline e la Porta Magica” è uno straordinario film d’animazione di genere fantastico, che il regista Henry Selick (Nightmare Before Christmas) ha girato in 3D e con la tecnica dello stop-motion. Il che significa che ogni singolo fotogramma è stato fotografato e montato in una sequenza di inquadrature che poi hanno creato l’illusione del movimento, per 24 immagini al secondo e per tutti i 100 minuti di durata del lungometraggio.
Un lavoro immane e del tutto manuale, reso ancor più gravoso dal fatto che i personaggi non sono delle creazioni digitali, ma dei pupazzi movimentati fotogramma per fotogramma, nei quali “ogni ripresa è un’acrobazia”, come ha dichiarato, non senza soddisfazione, il capo animatore Travis Night.

Per un film che quindi prevede un team di animatori di una sorta di burattini senza fili, proseguendo una tradizione di pupazzi animati che la vecchia Europa ha portato sugli schermi sin dagli anni 20 del secolo scorso e tuttora in voga, principalmente nei paesi dell’Est.

Ma non è tutto. Perché, a monte del processo d’animazione, il team di artisti che ha lavorato al progetto “Coraline” ha iniziato a disegnarne la storia sin dal lontano 2005. Realizzando uno storyboard in cui la manualità c’è eccome, anche se non prevede più l’uso di penne o matite, ma delle modernissime penne interattive.

Dei pennelli elettronici che permettono di eseguire il disegno direttamente su degli schermi piatti modello Cintiq LCD Wacom, con 1000 livelli di sensibilità del tratto e la fantastica possibilità di integrare musica e dialoghi, ricostruendo l’intero film partendo da delle tavole disegnate sullo schermo, come hanno fatto gli illustratori Tadahiro Uesugi e Michel Breton, lavorando sia a distanza, tramite rete telematica, che gomito a gomito, assieme a quasi altri cento artisti dell’Art Department.

Il tutto per un plot assai semplice ma ben sviluppato, in cui Coraline, dopo aver varcato una strana porticina incassata in un muro della propria abitazione, attraversando un “buco di tarlo”, una sorta di tunnel comunicante con due universi paralleli, entrerà in contatto con un’altra versione della propria famiglia.

Vale a dire con un Altro Mondo e con un’Altra Madre e un Altro Padre, dapprima molto più dialoganti e disponibili rispetto agli originali, ma che col passar del tempo si riveleranno inquietanti come i loro bottoni neri al posto degli occhi… Il tutto per un finale “thriller”, che ovviamente non vi sveliamo, ma dalle conclusioni molto edificanti.

Giudizio: 4/5

Curiosità

Il romanzo di Neil Gaiman, da cui come detto è stato tratto il film, pubblicato negli Usa da HarperCollins nel 2002, con le illustrazioni dell’artista Dave McKean, tra gli altri ha ricevuto il premio di Miglior libro dell’anno da parte di Child Magazine, un importante riconoscimento che l’ha fatto adottare come libro di testo presso numerose scuole e istituti.

In Rete

Sito Ufficiale del film
http://www.coraline.com/

N.B. Articolo pubblicato sul Portale d’arte Pittura & dintorni alla pagina:
pitturaedintorni.it