sabato 18 giugno 2011

Film in Blu-Ray: “AVATAR” di James Cameron


Un nuovo mo(n)do per fare cinema
Recensione di Osvaldo Contenti


Un film sontuoso, sia dal punto di vista metodologico che da quello artistico, che a ben vedere potrebbe ridisegnare i confini della cinematografia, allargandoli a panorami esaltanti e ancora inesplorati.
Sì, perché “AVATAR”, di James Cameron, al ritorno sul set dopo 12 anni dall’acclamatissimo “Titanic”, non è solo un gran bel film, ma il possibile inizio di una nuova era cinematografica, tante e tali sono le innovazioni tecniche che il regista canadese ha immesso in questa eccezionale pellicola, che perciò assume i connotati di un’opera visiva dai tratti epocali.
Difatti, con “AVATAR” il linguaggio cinematografico si appropria di nuove tecnologie e terminologie che dovremmo imparare al più presto per aggiornare il nostro vocabolario di celluloide.

A partire dal “Performance Capture”, che convoglia i movimenti e la mimica degli attori (dotati di caschi, terminali e tute ad hoc) in un’unità di memoria ottica digitale ad Alta Definizione. Il tutto memorizzato in una “Simul-Cam”, capace, in tempo reale, di integrare le azioni live agli ambienti disegnati in Computer Grafica dagli artisti della Weta Digital, onde trasmetterle alla “Fusion Camera”, che in mano a Cameron ha permesso al regista di girare le azioni in live action già unite agli scenari in CG, per una pellicola disponibile anche in versione 3D.

Uno sbalorditivo bagaglio di risorse tecniche, che appaiono tanto più tali in quanto i personaggi chiave del film, Jake Sully (Sam Worthington) e Grace (Sigourney Weaver), come avatar di loro stessi, accompagnati dalla nativa Neytiri (Zoe Saldana), assumendo i connotati dell’altissima popolazione aliena dei Na’vi, di carnagione blu e striati come felini, nella narrazione filmica non fanno altro che replicare l’ibridazione umano-non umano presente nella conversione digitale pilotata da Cameron.

Tutto ciò nell’arco di uno script, non molto articolato ma ugualmente intrigante, in cui gli avatar hanno il compito di convincere i Na’vi a fruire dello sfruttamento di un prezioso minerale, chiamato Unobtainium, presente in modo massiccio nel mondo di Pandora, il pianeta dei Na’vi.

Un pianeta oltremodo lussureggiante, con vastissime foreste pluviali, con flora e fauna gigantesche. Il che ha chiamato a raccolta i migliori artisti di tutto il mondo per ideare e raffigurare un mondo intero, oltre, naturalmente, alle inusitate fattezze dei Na’vi, di cui si sono occupati, tra gli altri, gli artisti Scott Patton, Richard Taylor, Tully Summers, Alex Alvarez, Rafael Bugos, Ryan Church, James Clyne, Steven Messing, Victor Martinez, Craig Shojl, Daphne Yap, Barry Howell e Dorian Bustamante. Per un kolossal realizzato in 5 anni, con un budget di 220 milioni di dollari, già abbondantemente recuperato dopo il grande successo riscosso negli States nelle prime settimane di programmazione del film.

Giudizio: 5/5

Curiosità

“AVATAR” è la prima pellicola a fruire del nuovo logo della 20th Century Fox, produttore e distributore del film, creato da Blue Sky Studios.
Il film di Cameron fa sventolare anche un bel po’ di tricolore, dato che si avvale del magistrale contributo del Direttore della fotografia Mauro Fiore.

In Rete

Sito ufficiale
http://www.avatarmovie.com/

Avatar in libreria

In contemporanea con l’uscita del film, l’Editrice Il Castoro pubblica un volume dal titolo “L’UNIVERSO DI AVATAR”, con 200 immagini di concept art, la prefazione di Peter Jackson, l’introduzione di Jon Landau e la postfazione di James Cameron.

N.B. Articolo pubblicato sul Portale d’arte Pittura & dintorni all’indirizzo:
pitturaedintorni.it

venerdì 17 giugno 2011

SPIKE LEE – Photo: Osvaldo Contenti



Il grande regista Spike Lee in un mio fotoritratto del 2008. / The great director Spike Lee in a 2008 picture of mine.

mercoledì 15 giugno 2011

"L'UOMO-FIORE" di Osvaldo Contenti



Nelle mie opere ho realizzato moltissime volte degli “innesti artistici” per creare degli ibridi umano-vegetali, ma l’idea dell’Uomo-Fiore è quella a cui sono più legato, perché il suo fortissimo significato simbolico traduce appieno una mia certa visione del futuribile per accedere a una realtà altra. Già, ma qual è quest’altra realtà e a cosa porta? Stavolta non ve lo dico. Così avrò la possibilità, tramite i vostri auspicabili commenti, di verificare se sono stato capace di rappresentare quest’idea in modo sufficientemente comprensibile.

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Su Facebook, una serie di deliziosi amici ha omaggiato L’Uomo-Fiore con i seguenti, articolati commenti critici:

Angela Ragusa
‎"Scocca scintilla, caso o provvidenza /Il grande scoppio rintronò nell'immenso/ nero e ancora senza luce.../Esplosero energie / E venne il giorno e piovve" /.........................L’uomo -fiore,conserva in se la scala evolutiva...meglio fiore -uomo per seguire nei millenni la trasformazione perfetta di questa natura. Un concentrato in questo tuo lavoro di visioni darwiniane...di quel mistero, di quel big-bang che, per caso o Provvidenza, diede inizio a tutto. Ecco ci vedo questo, ci vedo l’unione nella natura dell’uomo, ci vedo le origini, ci vedo la semplicità e la perfezione, l’incastro straordinario di atomi, di molecole, di coacervati che intrapresero il viaggio della vita e raggiunsero l’amplesso per “sbocciare” come il tuo fiore nel miracolo dell’essere umano.
Geniale metafora questo tuo lavoro che lascia all‘osservatore notevoli spunti meditativi. Sei il poeta del pennello, Osvaldo e Grazie per condividere questo tuo “sentire” con noi.

Ambra Sorrentino
potremmo pensare a infinite cose...di certo Germina un Cambiamento importante!

Gloria Pernarella
l'uomo fiore .. la contrapposizione è perfetta. Il fiore lo vedo come la rappresentazione dell'anima, della coscienza e della consapevolezza. Da un seme nasce una pianta e da questa si sviluppa la sua essenza più bella.

Francesco Era
I fiori parlano senza l'uso della parola ormai priva del vero significato. loro comunicano attraveso i sensi, il colore, il profumo, la forma, possono comunicare con l'Italiano o l'Australiano col nero o col bianco senza essere confusi, sono lì per farsi guardare, per attirare, per trasmettere, sono l'essenza della vita, l'amore, energia che unisce o divide senza l'uso della parola. La tua unione al fiore Osvaldo la trovo straordinaria e profonda :-)))

Valeria Catania
Squarcio a-temporal e mira interni intersecando dimenticanze/
Doppiezza circolare illumina inconscio puntiforme saldando gli opposti/
Spaccato retro- successivo cadenza complessità/
Dicotomia di confine respira silenziosa/---/

Maria Pia Monicelli
Il fiore preannuncia sempre un frutto, anche se microscopico..è il mezzo nel mezzo..

Eva Luna
Ho avuto modo soltanto da poco tempo di conoscere i tuoi dipinti, che mi hanno profondamente colpito, tanto da aggiungerti come contatto internet....I tuoi quadri mi hanno emozionato,essenza e rappresentazione di una realtà in divenire, non soltanto una semplice rappresentazione.... E' quella che io, da profana, chiamo arte, visto che il mio lavoro concerne altro.... Chiedo venia, per coloro i quali vivono l'arte, in modo completamente diverso da me!!!! Grazie e buon pomeriggio ....

Melina Gennuso
Il fiore- uomo... la sensibilità, l'essenza, l'altra faccia- l'interiorità nascosta- la bellezza che emana tutto il suo essere, sprigionando l'unione dell'esistenza: la semplicità dell'amore e il profumo della terra, culla dove nasce e scresce un fiore, dove affiorano i segni della vita stessa. Complimenti, Osvaldo, bellissimo il tuo dipinto!

Maria Grazia Della Pietra
Un continuo divenire, nella pittura come nella musica..... http://youtu.be/9qvglWAHDak

Daniela Moriconi
‎...penso al fiore e alla sua straordinaria forza,non chiede di nascere,come l'uomo, viene impollinato, non dovrebbe essere reciso, come spesso purtroppo si cerca di fare con le persone, che sistematicamente si cerca di cambiarle a propria immagine...mi piace l'idea di un fiore umanizzato, delicato, tenace, anche un pò contronatura...adoro il controcorrente, e quello che vuole esprimere! Mi piace perdermi in qualcosa da decifrare, capire cosa voglia dire un dipinto, o uno scritto...A fiducia dico, ottima sovrapposizione, o accostamento.Ciao Osvaldo.Ciao a tutti voi!:)

Liliana Verdolin
che meravigliosi colori...colori di pace...

Emanuela Tarascio
L'uomo fiore ha un occhio aperto e uno chiuso, quello aperto per la razionalità, quello chiuso per abbandonarsi alla bellezza che si schiude nella coloratissima corolla. Una sintesi che mi va proprio a genio!

Roberta Mabilia
L'idea ancestrale dell'uomo fiore gratifica quell'ambito di desiderio di trasmettere tutti i sentimenti e le sensazioni maschili, attraverso l'armonia dei fiori, delicati e forti, a tutte le intemperie. Bellissimo Osvaldo, ciao a presto rileggerti, un abbraccio.

Marianna Micheluzzi
L'uomo -fiore o la persona-fiore per me è la caducità della bellezza che si offre e poi...in men che si dica completa e conclude il suo ciclo vitale.Ottima intuizione artistica che vale non solo per la pittura ma anche per le altre ARTI.

Eliane Micheluzzi
La femme fleur dans toute sa splendeur et son mystère, merveilleuse observation de la vie et de ses facettes, cela me plaît beaucoup Osvaldo, tu es d'une grande finesse..merci pour ce cadeau..amitiès..

Margarita Sammito
Maravillosooooo, expresa muchas cosasss.... te felicito, muy buen trabajo!!!.... saludos, dtb!!

martedì 14 giugno 2011

“DISEGNI UNDERGROUND” di Osvaldo Contenti



Per ovviare all’intenso traffico romano e alle interminabili e spossanti ricerche di parcheggio, sempre più spesso lascio l’auto sotto casa ricorrendo a degli spostamenti in metropolitana. Così, in quei lunghi percorsi in underground, liberato dall’assillo della guida, posso dedicarmi con tutta tranquillità al disegno di bozzetti che interpretano liberamente ciò che mi passa per la mente, o ciò che passa davanti ai miei occhi… perché il fitto viavai dei passeggeri di un vagone di metropolitana è una vera manna dal cielo per un artista figurativo come me. Infatti, mi basta cogliere il verso di una posa particolare, di uno sguardo, o di un profilo interessante di chi mi trovo davanti per traslare quell’immagine e fissarla fedelmente, o con molta fantasia, su un blocchetto di carta per schizzi. Per farlo, utilizzo, come mi gira, o una penna a sfera Bic (con inchiostro nero), o una matita morbida o un pennarello nero a punta fine. In ogni tragitto in metrò, calcolando andata e ritorno, posso arrivare a completare anche 7 o 8 disegni. Poi, una volta tornato a casa, valutandoli con attenzione, cestino quelli poco significativi, conservandone solo i migliori. E molto spesso quei disegni “sotterranei”, una volta emersi, sono i modelli a cui mi riferisco per realizzare dei dipinti in superficie, ma non per questo superficiali, almeno spero.

DENTRO CARAVAGGIO IN DVD

domenica 12 giugno 2011

REFERENDUM 2011 - IO VADO A VOTARE: PASSAPAROLA



REFERENDUM 2011: Quando e Come Sì Vota

AVVERTENZA IMPORTANTE! Non bisogna sovrapporre le schede al momento del voto perché il segno della matita copiativa può passare sulla scheda sottostante, invalidandola.


Domenica 12 e Lunedì 13 giugno si vota per abrogare quattro articoli di legge: due inerenti alla privatizzazione dell'acqua, uno relativo all’energia nucleare e uno riguardante la questione del legittimo impedimento. Il referendum sarà valido solo se raggiungerà il quorum del 50% +1 degli aventi diritto al voto. Le urne saranno aperte a partire da oggi, domenica 12 giugno, dalle 8 alle 22, e lunedì 13 giugno, dalle 7 alle 15. Di seguito trovate l’elenco di ogni quesito sottoposto a referendum.

1) SCHEDA ROSSA: Privatizzazione dell'acqua, primo quesito su “Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici di rilevanza economica. Abrogazione”: la proposta è l’abrogazione dell’art. 23 bis (dodici commi) della Legge n. 133/2008 , relativo alla privatizzazione dei servizi pubblici di rilevanza economica. Secondo la legge la gestione del servizio idrico puo' essere affidata a soggetti privati attraverso gara o società a capitale misto pubblico-privato in cui il privato viene scelto attraverso gara e detiene almeno il 40% del capitale.

2) SCHEDA GIALLA: Privatizzazione dell'acqua, secondo quesito su "Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all'adeguata remunerazione del capitale investito. Abrogazione parziale di norma”: la proposta è l'abrogazione dell'articolo 154 del Decreto Legislativo n. 152/2006 per quel che riguarda la parte che sostiene che "la tariffa per il servizio idrico va determinata in base all'“adeguatezza della remunerazione del capitale investito”. In sostanza secondo la legge approvata un gestore puo' caricare sulla bolletta fino al 7% in più senza che questo venga investito per migliorie sull'infrastruttura.

3) SCHEDA GRIGIA: Energia nucleare, terzo quesito su “Nuove centrali per la produzione di energia nucleare. Abrogazione parziale di norme”: la proposta è l'abrogazione del "decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nel testo risultante per effetto di modificazioni ed integrazioni successive, recante Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria, limitatamente alle seguenti parti: art. 7, comma 1, lettera d: realizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia nucleare".

4) SCHEDA VERDE: Legittimo impedimento, quarto quesito ovvero "abrogazione dell'articolo 1, commi 1, 2, 3, 5, 6 nonché l'articolo 1 della legge 7 aprile 2010 numero 51 recante "disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza".

Film in Blu-Ray: “IMMATURI” di Paolo Genovese


Esami di immaturità per Raoul Bova & Co.
Recensione di Osvaldo Contenti


Frizzante e riflessiva, verosimile e divertente. Sono queste le principali qualità di “IMMATURI”, una commedia davvero ben riuscita del regista Paolo Genovese, che ha realizzato anche il soggetto e la sceneggiatura del film.
Così, a poche settimane dall’uscita in dicembre del suo “La Banda dei Babbi Natale”, con Aldo Giovanni e Giacomo, caso più unico che raro nel panorama cinematografico italiano, il regista romano si ripresenta sul grande schermo già dal prossimo 21 gennaio, con questa nuova commedia dallo stile assai agile, ben sostenuta da un cast incline in tutte le sue declinazioni ad una recitazione brillante e convincente.
Un nutrito cast artistico, composto principalmente da Raoul Bova (Giorgio), Barbora Bobulova (Luisa), Ricky Memphis (Lorenzo), Ambra Angiolini (Francesca), Luca Bizzarri (Piero), Paolo Kessisoglu (Virgilio) e Anita Caprioli (Eleonora), anche molto affiatato nel saper rappresentare le storie individuali, poi interlacciate, di un gruppo di quasi quarantenni, che dopo vent’anni riannoda i rapporti col gruppo degli ex compagni di liceo a causa di un esame di maturità annullato per questioni burocratiche.
Una replica forzata dell’esame di maturità che li coglie assolutamente impreparati, sia dal punto di vista scolastico che da quello psicologico, svelando altresì che l’essere classificati “immaturi” non si evidenzia solo nella mancanza del diploma da riconseguire, ma soprattutto nell’immaturità delle loro odierne scelte quotidiane.
Così, ad esempio, Giorgio, psichiatra infantile, bravo a risolvere i problemi altrui, non trova invece soluzioni di fronte alla possibilità di diventare padre. Come Lorenzo, che vende case per gli altri, ma che non ne ha una propria, in quanto preferisce la vita da “bamboccione” nell’appartamento di mamma e papà (ottimamente interpretati da Maurizio Mattioli e Giovanna Ralli), in tal modo precludendosi la possibilità di trovare una compagna.
Contraddizioni più o meno evidenti che naturalmente suscitano ilarità, ma che successivamente fanno riflettere sull’immaturità di alcuni quarantenni, forse ancora troppo giovani per decidere, ma fin troppo attempati per rinunciarvi a priori.

Giudizio: 4/5

Curiosità
Da non perdere la colonna sonora del film col brano “Immaturi”, ottimamente interpretato da Alex Britti.

In Rete
Sito ufficiale del film:
http://immaturi.libero.it/

Trailer:
http://immaturi.libero.it/trailer.html

N.B. Articolo pubblicato sul Portale dello spettacolo PALCOSCENICO all'indirizzo:
palcoweb.net

sabato 11 giugno 2011

GIOVANNA MEZZOGIORNO – Photo: Osvaldo Contenti



La grande attrice Giovanna Mezzogiorno in un mio fotoritratto del 2010. / The great actress Giovanna Mezzogiorno in a 2010 picture of mine.

giovedì 9 giugno 2011

Film in Blu-Ray: “L’ILLUSIONISTA” di Sylvain Chomet


Quando il disegno diventa poesia
Recensione di Osvaldo Contenti


Un film d’animazione che ne vale due, perché assomma la cifra poetica di un grande maestro del cinema come Jacques Tati a quella del talentuoso regista-disegnatore Sylvain Chomet, già messosi in luce con il riuscitissimo “Appuntamento a Belleville” del 2003.
Un brillante connubio che prende le mosse da una sceneggiatura inedita di Jacques Tati, ripresa e ben riadattata da Chomet per confezionare un cartone animato, intitolato “L’ILLUSIONISTA”, di pregevole fattura sia dal punto di vista stilistico che estetico.
Difatti, Chomet, presentando il film all’Ambasciata di Francia in Roma, ha confermato il suo fermo proposito di continuare a proporre dei film d’animazione in “bello stile”, cioè basati su disegni a mano libera senza l’ausilio della computer grafica, salvo per le scene che prevedono soggetti inanimati (automobili, strade, città, ecc.), per le quali il regista ammette che fruire dell’apporto digitale sia legittimo e vantaggioso dal punto di vista dei tempi di realizzazione.
Una precisa scelta estetica in perfetta simbiosi con il candido mondo poetico di Jacques Tati, che, in specie con “Le vacanze di Monsieur Hulot” (1953), “Mio zio” (1958) e “Monsieur Hulot nel caos del traffico” (1971), dette prova non solo di una strepitosa capacità registica, ma in più sviluppò, con molti lustri d’anticipo, le teorie del primato della creatività sulla razionalità, delle buone tradizioni sull’eccessivo modernismo, che a ben vedere son più valide oggi che ieri.
Per cui ne “L’ILLUSIONISTA” tutto, dal tratto piacevolmente retrò dei disegni, non a caso ispirati a dei classici disneyani come “La carica dei 101” e “Lilli e il vagabondo”, al delicato impianto della trama, ci rammenta che il divenire della favola umana può ancora tradursi in quella di un vecchio illusionista che aiuta un’ingenua e poverissima ragazzina scozzese ad entrare nell’età adulta, grazie a delle magie che la giovane ritiene vere, proprio mentre il finire di un’epoca scandisce il tramonto sulle scene dell’illusionista.
Il tutto, abilmente a amorevolmente articolato sulle tipiche movenze di Tati-Hulot, compresa la sua particolare deambulazione e gestualità, che nel film di Chomet sono riprodotte in modo assolutamente magistrale.

Giudizio: 5/5

Curiosità

I cultori di Jacques Tati saranno ben lieti di trovare nel film di Sylvain Chomet uno splendido cameo in cui l’illusionista, entrando in un cinema, assiste a delle scene in cui appare Monsieur Hulot, l’alter ego cinematografico di Tati.

In rete
Sito ufficiale
http://lillusionniste-lefilm.com/#/home

Trailer
http://www.youtube.com/watch?v=t4DUOPEvIUY

N.B. Articolo pubblicato sul Portale d’arte Pittura & dintorni all’indirizzo:
pitturaedintorni.it

martedì 7 giugno 2011

REFERENDUM 2011: Come Sì Vota


Domenica 12 e Lunedì 13 giugno si voterà per abrogare quattro articoli di legge: due inerenti alla privatizzazione dell'acqua, uno relativo all’energia nucleare e uno riguardante la questione del legittimo impedimento.

Il referendum sarà valido solo se raggiungerà il quorum del 50% +1 degli aventi diritto al voto. Le urne saranno aperte domenica 12 giugno, dalle 8 alle 22, e lunedì 13 giugno, dalle 7 alle 15.
Di seguito trovate l’elenco di ogni quesito sottoposto a referendum.


1) SCHEDA ROSSA: Privatizzazione dell'acqua, primo quesito su “Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici di rilevanza economica. Abrogazione”: la proposta è l’abrogazione dell’art. 23 bis (dodici commi) della Legge n. 133/2008 , relativo alla privatizzazione dei servizi pubblici di rilevanza economica. Secondo la legge la gestione del servizio idrico puo' essere affidata a soggetti privati attraverso gara o società a capitale misto pubblico-privato in cui il privato viene scelto attraverso gara e detiene almeno il 40% del capitale.

2) SCHEDA GIALLA: Privatizzazione dell'acqua, secondo quesito su "Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all'adeguata remunerazione del capitale investito. Abrogazione parziale di norma”: la proposta è l'abrogazione dell'articolo 154 del Decreto Legislativo n. 152/2006 per quel che riguarda la parte che sostiene che "la tariffa per il servizio idrico va determinata in base all'“adeguatezza della remunerazione del capitale investito”. In sostanza secondo la legge approvata un gestore puo' caricare sulla bolletta fino al 7% in più senza che questo venga investito per migliorie sull'infrastruttura.

3) SCHEDA GRIGIA: Energia nucleare, terzo quesito su “Nuove centrali per la produzione di energia nucleare. Abrogazione parziale di norme”: la proposta è l'abrogazione del "decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nel testo risultante per effetto di modificazioni ed integrazioni successive, recante Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria, limitatamente alle seguenti parti: art. 7, comma 1, lettera d: realizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia nucleare".

4) SCHEDA VERDE: Legittimo impedimento, quarto quesito ovvero "abrogazione dell'articolo 1, commi 1, 2, 3, 5, 6 nonché l'articolo 1 della legge 7 aprile 2010 numero 51 recante "disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza".

“Gesù” disegno di Osvaldo Contenti



Il mio Gesù è un comunissimo carpentiere, un artigiano che utilizza il legno per erigere delle strutture provvisionali. E il mio disegno lo rappresenta proprio durante una fase di questo suo lavoro, con la particolarità che la sofferenza impressa sul suo volto fa intuire che egli presagiva con sufficiente nettezza il calvario fisico e psicologico a cui sarebbe andato incontro. Naturalmente la mia idea di un Gesù presago della sua fine è soltanto un’ipotesi, ma credo non del tutto peregrina, se confrontata con l’attenta lettura dei Vangeli canonici, dei cosiddetti apocrifi, di quelli gnostici e anche dei Manoscritti del Mar Morto, in cui spesso affiorano vari indizi che fanno pensare a un Gesù consapevole del tragico epilogo della sua vita terrena.

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La poetessa Valeria Catania, con una lirica di indicibile suggestione e potenza, ha omaggiato quest'opera con i seguenti versi:

Dal di fuori respiro rifugge assetata penombra d’incenso amarastro/
Sottopelle iridale reintegra spregiudicati frammenti di sole ventoso/
Onda celeste attende catene cogitanti trasversali/
Dolore concentrico necessario capta assottigliando infinitesimo/
Vuoto portante d’inammissibile angoscia preda l’umano/
Elevazione urlata /---/


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Ancora Valeria Catania con una delicata ghirlanda di incantevoli versi dedicati a questo disegno:

UN DISEGNO UN SILENZIOSO CAPOLAVORO URLATO -----UN OLTRE SEMPLICEMENTE TRASUDANTE-------
/---/

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Alcuni amici di Facebook hanno omaggiato il mio disegno di Gesù con questi splendidi commenti:

Gloria Pernarella
Credo che ognuno abbia il suo, credo che ognuno abbia la sua visione. Pensa, noi cristiani crediamo sia il figlio di Dio, per i musulmani è solo un profeta, come Maometto. E cmq mi piace pensarlo come un comunissimo artigiano. Un bacio Osvaldo

Eliane Micheluzzi
Io che sono atea, mi piace l'idea che il tuo Gésù sia un carpentiere, un artigiano, bellissimo il tuo dipinto...ciao Artista...amicizia della francese..

Alessio Patti
L'immagine descrive bene "l'Assummuru" termine che nella nostra lingua siciliana descrive il terrore, la paura di quel che sta per accadere. Sei bravissimo. Il tuo Gesù è parlante!

Anna Maria Angioi
Io sono credente, e in quanto tale penso che Gesù conoscesse o almeno presagisse il suo destino... è venuto per essere "il Seme" che solo morendo può dare frutto. A parte questo, mi piace molto il tuo dipinto, mi piacciono i colori caldi della terra che mi fanno pensare anche alla fatica fisica del lavoro da carpentiere e insieme l'arancione che mi trasmette un abbraccio avvolgente, una promessa che mi dà energia e fiducia. E' un Gesù pensieroso, ma non mi sembra spaventato dalla prova che lo attende. Ma poi, ciascuno di noi mette ciò che sente anche nelle opere altrui...

Melina Gennuso
Ognuno di noi è alla ricerca di qualcosa alla quale non sa dare un nome nè un volto...forse è la segreta consapevolezza di poter avere sempre uno scopo da raggiungere e non dire a se stessi "non ho più sogni"...Il Dio pensieroso, ha un volto "naturale", direi "umano", e come tale, nasconde in sè il dolore per tutto cio' che succede nel mondo...Sempre bravissimo, Osvaldo, ammiro la tua bellissima arte, lo sai. Grazie!

Angela Ragusa
Nello sguardo del tuo Gesù si compie il Verbo...e quel legno sul quale si poggia ci racconta il destino della croce...In quel volto di uomo hai sintetizzato l'essenza del credere in Dio...

Francesco Era
Un saggio di tale portata non può non prevedere o perlomeno intuire dove ti porterà un certo percorso, il viso del tuo Cristo è giustamente sconsolato sa che nessuno a parte qualche donna riesce a capirlo in profondità, neanche i suoi apostoli. Potrebbe evitare la morte ma non lo fa perchè lui non ha paura della morte è venuto proprio per prepararci ad essa, quello che ancora ci tormenta, arrivare all'ultima porta preparati e sereni, lui c'è riuscito. Veramente molto bella la figura del tuo Cristo, grazie Osvaldo un abbraccio ciao :-)))

Anna Maria Ciaurro
Più guardo la tua Arte e più sono in difficoltà... mi pongo la domanda se il mio commento potrà rendere l'idea di quanta fatica e bellezza sto per analizzare; questo tuo Gesù in particolar modo mi ha dato una scossa emotiva appena l'ho visto; parla con questi occhi meravigliosi, lunghissimi fatti apposta per contenere tutto il peso del dolore al quale i pensieri hanno plasmato il senso di sofferenza che da essi in primis traspare... il volto si affianca a questi occhi;con la stessa intensa consapevolezza di quel terribile evento al quale egli "Gesù" sa di non poter opporsi... anche se ha pregato perchè quel Calice gli fosse allontanato... quando ne fosse possibile. E questa mano stetta al legno del suo mestiere ma che ovviamente è il simbolo della Croce su cui egli sta meditando la fine, quasi si vede quell'abbandono alla sorte nella presa di questa mano forte e decisa; a testimonianza di quel che è stato Gesù... Un Uomo che ha accolto il suo destino pur essendo consapevole di dover affontare la Morte e quindi stringere i denti per una sofferenza molto grande; poichè neppure Lui sapeva come fosse Morire! Infine il colore dello sfondo "Questo giallo luminoso" può essere che rievochi la luce straordinaria che Gesù ha emanato per convertire e questo colore scuro può infine rammentare quello del suo sangue versato!Namastè ,Osvaldo!

Marianna Micheluzzi
E' un Cristo vero Dio e vero uomo quello che hai raffigurato. Emana un'intensità emotiva non comune e questo perché l'artista ha avvertito una profonda emozione nel raffigurarLo. La stessa che viene comunicata a chi sa leggere l'immagine.Complimenti vivissimi. Un abbraccio.♥

Silvia Capecchi
Davvero molto bello. Mi colpisce lo sguardo in cui intravedo tante cose..la tristezza, la consapevolezza ma al tempo stesso una forza limpida che non è della terra.Grazie del Tag:)

Maria Pezzica
L'espressione del volto, parla, Osvaldo sei bravissimo, appena l'ho veduto ho ricordato questo dipinto. Un bacio ♥

Mina Pensi
Gesù,il figlio dell'uomo...!Colui che ha rinunciato alla sua divinità per assumere sembianze semplicemente umane...per far sì che le scritture si compissero e che la missione della propria vita cambiasse il destino dell'umanità....Un peso portato con consapevole obbedienza al volere misericordioso del Padre ! Dentro di sè EGLI realizza una vicenda umana che ha come punto focale L'INCARNAZIONE e come tale essa diventa la sublime testimonianza dell'appello all'amore al sacrificio per gli altri....Gesù ,con la parabola della sua vita , comunica ai fratelli che la sofferenza nata dall'amore senza se e senza ma è come un albero dalle radici salde e profonde che fiorisce luce e speranza...Vita vera plasmata dalla misericordia del Padre...Ed è così che il tuo Gesù è pura luce di consapevole amore ed obbedienza alla morte in croce....Sguardo intenso profondo lontano....che vede il compimento della volontà divina...che osserva i momenti finali della sua gloria e della risurrezione come dono a tutta l'umanità!La sua mano è forte e regge il legno della croce...un passaggio fatto di atroce dolore,di sangue,di solitudine!!!Sì, di SOLITUDINE! Gesù si è sentito abbandonato ai piedi della croce e da uomo si è sentito solo,con tutto il peso del martirio!Egli parla a te che lo osservi e ti comunica la sua vicinanza e ti chiede di far parte della sua sequela...di camminare al suo fianco..Intorno si respira il colore e l'atmosfera calda dell'amore! La tua opera è convincente e commovente per la ricerca del senso profondo della vita!!!Grazie,Osvaldo.

Aldo Guadagnino
Che dirti Osvaldo? A me vengono in mente le migliaia di vittime per incidenti sul lavoro a causa del cinismo volto al profitto di imprenditori disonesti e senza scrupoli. Forse anche sui loro volti c'era la sofferenza e la rassegnazione, come presagio della loro morte violenta.

Mina Pensi
L'unica certezza sul Cristo è insita nell'intima esperienza di ciascuno di noi,nella lettura che facciamo della narrazione della Sua vita fino alla fine dei giorni....Atei,agnostici,credenti accogliamo in noi stessi la chiave di volta del senso della vita ...!Scaviamo nella profondità dell'animo alla ricerca della scintilla delle ragioni dell'esistenza...E la figura di Gesù offre a chiunque una risposta di amore tout court,di dedizione verso il debole e l'emarginato,di sofferto spirito di sacrificio dell'unica irripetibile esperienza di peregrinaggio che ci è data....E' luce per la mente,fuoco per il cuore,sorgente di acqua pura per il rinnovamento di propositi e valori fondativi,è terra di vita nella matericità e nella fisicità....Il Cristo ingloba la voglia di amare senza alcun limite nè confine....!!!!

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Ancora su Facebook, il poeta Gian Contardo Colombari ha dedicato al disegno di Gesù questa sua straordinaria e vibrante poesia:

"Cosa ne sapete voi,
o uomini stolti e presuntuosi,
della mia vera vita,
delle mie vere emozioni,
dei miei veri ideali?

Cosa ne sapete voi di me,
educati a credere
ad altrui interpretazioni su di me,
a scritti i cui autori
nulla hanno sentito direttamente da me,
a dogmi che io mai ho istituito,
a strutture di potere temporale che mai ho immaginato?

Cosa ne sapete voi di me,
della mia volontà di stare dalla parte degli ultimi
quasi sempre tradita
dalla vostra ipocrisia
e dal vostro cinismo,
dal vostro appropriarsi della mia immagine
per i vostri fini?

Cosa ne sapete voi delle mie ultime ore,
dei miei attimi di debolezza
in cui ho maledetto
la mia decisione di sacrificarmi per voi,
in cui, se avessi potuto,
sarei tornato indietro
per vivere, per poter vivere?

Cosa ne sapete voi di me?
Continuate ad ignorare
la sola, unica verità al mio riguardo:
io sono morto e nessuno,
anche e soprattutto
quelli che credono di sapere,
ha mai saputo"

(Yehoshua ben Yosef).

lunedì 6 giugno 2011

TheCoevas on Events Tour 2011



Martedì 14 Giugno 2011 ore 18:30
Libri e Spritz Leggere Tutti
Area wine bar di Convoglia Viaggio di Sapori
Via Giolitti, 36 Roma

Presentazione del romanzo “COEVA”
di
Maria Pia Carlucci
Fiorella Corbi
Maurizio Verdiani
con la collaborazione di Stefano Capecchi
Bastogi Editrice Italiana

Interverranno: Caterina Rossi Marcelli
Al pianoforte il Maestro Marcello Appignani

In rete

Romanzo Coeva
Fiorella Corbi (Iridediluce)

Il Manifesto del Coevismo

a. Noi vogliamo interpretare l’attrazione per futuri imperscrutabili, il vizio al nuovo e alla comunicazione di una vertiginosa ebbrezza.
b. Nuovi suoni, nuovi scenari, nuove creatività, saranno elementi nodali della nostra arte; per godere dell’indicibile lusso di un’invenzione vantaggiosa.
c. Vogliamo dire basta alla paraletteratura che conduce il gregge al pascolo. Esaltiamo lo scorrere lento, il soffermarsi, la cogitazione per affrontare il salto mortale.
d. Il vero patrimonio sta in ogni neologismo genitore d’infiniti Big Bang.
e. Non c’è nulla di più bello dell’immaginazione soggiogata alla volontà personale. Qualunque idea può divenire un capolavoro.
f. Nell’arte desideriamo introdurre la parola “pretenzioso” dove pretenzioso abbia un significato speciale: il tentativo di fare qualcosa che secondo i critici o il pubblico non avremmo neanche il diritto di provare a realizzare.
g. Vogliamo introdurre la forma d’arte generativa dove l’idea, il concetto, continuino a germogliare in ogni direzione ritornando come i Sussurri Cinesi: irriconoscibili ma intriganti.
h. Accogliamo l’idea che ci sia un artista capace di lavorare su diversi fronti: sull’opera e sulla sua cornice.
i. Concordiamo che le vecchie idee non se ne vanno, le nuove si aggiungono soltanto, per creare un insieme di possibilità in perpetuo accrescimento.

Il calore delle lunghe e produttive relazioni che persistono dietro a tutto questo, sono le basi sulle quali fondiamo oggi il Coevismo.

domenica 5 giugno 2011

“LILITH” di Osvaldo Contenti



Molti anni fa, non appena lessi di Lilith, quel mito attizzò subito la mia fantasia e decisi che un giorno o l’altro l’avrei rappresentato artisticamente. Ma prima di farlo dovevo saperne molto di più su quella misteriosa, prima compagna di Adamo, poi rimpiazzata dalla più remissiva Eva. Dopo la quale, Lilith venne pressoché cancellata da ogni testo sacro/mitologico/alchemico e non. Perché?!! Dovevo assolutamente saperlo. Così, curiosissimo, andai di volata alla Biblioteca Nazionale di Roma e in una settimana di letture mi feci un quadro abbastanza chiaro dei motivi di quella cancellazione. Detto in soldoni, Lilith aveva fatto girare le scatole ad Adamo per almeno due buoni motivi: 1. A Lilith (dopo aver pronunciato il nome da agente segreto di Dio) spuntarono le ali e sapeva volare! Adamo no, e questo scocciava parecchio al nostro primo rappresentante mascolino; 2. Lilith pare non adorasse affatto la posizione del missionario e per il belloccio ma inesperto Adamo era complicato pensare a cose differenti che lo specchiarsi di cotanta beltade in uno degli stagni del Giardino dell’Eden. Ergo, per risolvere la questione, non esistendo il concetto di divorzio, Lilith, da “angelo” quale era, venne declassata a “rompiballe volante” e scacciata in malo modo dalla compagnia di Adamo il vanesio. Da allora, incazzatissima, Lilith vorticò sulla testa di Adamo meditando vendetta. Sino a che, Dio, con uno starnuto, allontanò di qualche milione di anni luce la svolazzante Lilith dalla testa e dai pensieri di Adamo.

Vabbè, ammetto di essermi divertito parecchio a riscrivere il mito di Lilith con un pizzico di ironia, ma siamo sicuri che non sia andata più o meno così?

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La poetessa Valeria Catania ha omaggiato la mia interpretrazione di Lilith con i seguenti, straordinari versi:

Eurido involucro incruento sibila/
Silenzioso respiro antefatto identitario sfrangia caos percorrendo nuovo manifestarsi/
Angelo in caduta commuta purezza monoelaborando inoperose presenze/
Trasparenza attraversa chiusura fetale rigettando anonimo destino/
Magnetismo gravitazionale incide ventre abitacolo di nuovo spirito/
Stordimento/---/


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La Dott.ssa Mina Pensi, su Facebook, ha dedicato questa minuziosa, precisa e appassionante disamina critica alla mia interpretazione di Lilith. Leggetela con attenzione, perché ne vale davvero la pena!

“Lilith è presenza scomoda e nascostamente amata, ammirata dai due emisferi umani....Audace, seduttiva, libera nel pensiero nelle decisioni, sicura della potenza creativa sensuale e primigenia...Fonte del confronto -scontro, amante dal dono selvaggio ed ammaliatore s'insinua nelle vene e nelle membra della preda, inebriando di forza aggressiva ma pur vitalissima.... Schiava della sua libera interpretazione di una vita sapida ma senza controllo alcuno....Questo il limite della sua grandezza e per questo osteggiata e punita....! Tuttavia il suo dominio perdura nel tempo ed è mitizzato nella foga dell'amore passione e nell'energia pura della libertà! Con la bellezza e l'elan vital sprigiona la speranza d'incontenibile passione per la vita, incurante dei dettami e dei dogmi restrittivi!! Tutto è intriso del colore intenso del fuoco e della tempesta emozionale! La sua figura netta, turgida emerge integra, dominante e cosparsa di segni sulla pelle, come marchi che riverberano la natura ed il mondo circostante... Lilith porta su di sè il marchio indelebile delle radici intrecciate nel profondo e misterioso archivio dell'animo umano! Il dipinto, altamente coinvolgente, è la narrazione dell'energia primordiale che si eleva sul caos. Complimentissimi, caro Osvaldo”. Mina Pensi

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E poi la poetessa Anna Maria Ciaurro ha omaggiato "Lilith" con questo gioiellino critico:

"Qui ci troviamo a tradurre l'arte di Osvaldo Contenti e a raccontare quello che ha rappresentato alla grande:
- Vediamo un magnifico corpo di donna sospeso ad osservare il magma dell' Esistenza, rappresentato da Osvaldo nei colori della quale essa è parte integrante...( Nella Mitologia viene descritta anche come La Madre). Osserviamo questi colori che vanno a raccogliere tutte le sfumature dell'oro fuso e del fuoco vivo che la circondano e la comprendono nell'essere... anche la testa rende l'idea di quanto Lilith sia stata incondizionabile " sembra di marmo " questo corpo che volutamente Osvaldo ha rappresentato privo delle estremità inferiori; perchè mai Lilith potrà tornare sulla terra! Il bagliore di luce simile ad un lampo che osserviamo in alto a destra, rappresenta la spaccatura fra Adamo e la sua Lilith causata dalla disobbedienza di quest'ultima, infatti Lilith verrà scacciata dal mondo perchè inadatta, ribelle, indomabile; come quei chiaro scuri che ingoiano le sue Ali spezzate per non farla più tornare) essa rappresenta la prima donna della creazione, "sostituita poi da Eva" della quale l'uomo "Adamo" si è liberato al primo cenno di "paura di non contare". Dicono che Lilith sia la donna della notte, delle malattie, della paura degli uomini " la chiamano anche strega... capace di maledizioni inenarrabili; conseguenze del rifiuto all'esilio forzato...rappresentate dal senso di vuoto che vediamo nel quadro di Osvaldo sottoforma di trasparenze cupe !!! Come sempre una rappresentazione perfetta caro Osvaldo maestro indiscusso i miei Complimenti!" Anna Maria.

sabato 4 giugno 2011

In libreria: “GIORNI MANOMESSI” di Roberto Ceccarini


Quando la poesia sposa la metafisica
Recensione di Osvaldo Contenti

Credo che Giorgio De Chirico avrebbe apprezzato molto le poesie di Roberto Ceccarini. Dico questo perché le liriche raccolte nel volume intitolato “GIORNI MANOMESSI”, pubblicato dalla casa editrice L’Arcolaio di Gian Franco Fabbri, secondo me hanno delle fortissime attinenze con l’impianto metafisico dell’artista di Volos.

Infatti, tanto per cominciare, inizialmente entrambi gli autori rivolgono il loro sguardo verso il passato per confrontarsi col presente: De Chirico lo fece indirizzandosi verso i ruderi della classicità greca e romana, mentre Ceccarini, nel primo capitolo del libro, intitolato La guerra sparita, lo fa esaminando le macerie del secondo conflitto mondiale, i Giorni manomessi, quelli del titolo del libro, dove “i vivi cercano i morti”.

Un impressionante abbrivio comune che poi si concretizza in analogie ancora più stringenti, in quanto il poeta di Latina sembra aderire perfettamente a certe raffigurazioni di Piazze e Torri rappresentate a suo tempo dal Maestro della metafisica.

Vi sembra assurdo? Ne volete un esempio? Allora, eccovene addirittura due, tratti da una stessa poesia del Nostro:

“presto cercammo un via di fuga / e ci ritrovammo proiettati / all’interno di una città / che non sembrava più la nostra”, (…), “colle torce illuminammo / una torre che sembrava respirare”.

Due brani estremamente emblematici, mi pare, che anche un profano non farebbe fatica ad associare a due notissime opere dechirichiane come “Nostalgia dell’infinito” o “La torre rossa”.

Ergo, dal mio punto di vista, Ceccarini va letto e tradotto come fosse un dipinto di De Chirico. Perché in entrambi i casi il significato originario di luoghi e persone va valutato solo come “apparenza realistica”, dato che dopo attento esame una torre o un tal personaggio può non essere più tale. Come in un sogno, che dietro alle sembianze del “vero” può celare innumerevoli interpretazioni simboliche.

Un articolato e complesso scandaglio che certo può comportare qualche iniziale difficoltà da parte dei lettori meno avvezzi alla metafisica. Per cui, il metodo che mi sento di suggerire è quello di leggere le poesie di Ceccarini almeno due volte di seguito. Una prima volta esaminando solo l’aspetto realistico e successivamente decriptandone l’eventuale significato nascosto. Il mix delle due letture unirà le diverse ottiche in una sola oggettivazione, proprio come succede osservando e interpretando un’opera di De Chirico.

L’importante, comunque, è che il lettore si disponga a recepire l’input poetico di Ceccarini con piacevole arrendevolezza, con duttilità di pensiero, evitando di omologarlo alla poesia convenzionale. Se questo avverrà, l’autore ripagherà questa attenzione con dei versi di illuminata vena stilistica, accompagnata da una serie di immagini-mondo, a volte crudeli e a volte soavi, in cui ogni lettore non faticherà a riconoscersi e a collocarsi, provando su di sé, sulla propria pelle, il senso di una commovente fanciullezza di fondo che il poeta permea su se stesso e tutti noi, eterni bambini dall’incerto futuro, costretti a voltarci indietro per ricordarci ogni volta la strada degli argomenti perduti e dei pensieri ritrovati.

In Libreria e on line

Il volume di poesie “GIORNI MANOMESSI” di Roberto Ceccarini, con la prefazione di Giacomo Cerrai e le fotografie di Anna Di Prospero, pubblicato dalla casa editrice L’Arcolaio di Gian Franco Fabbri, è acquistabile nelle librerie e on line all’indirizzo web:

www.editricelarcolaio.it

venerdì 3 giugno 2011

ANITA CAPRIOLI – Photo: Osvaldo Contenti


L’attrice Anita Caprioli in una mia foto del 2011. / The actress Anita Caprioli in a 2011 picture.

giovedì 2 giugno 2011

Film in DVD: “Piet Mondrian. La realtà dell’astrazione” di Fabiola Giancotti


Recensione di Osvaldo Contenti

Un esempio non documentaristico di un audiovisivo al servizio della comprensione dell’arte astratta, e di un artista in particolare: Piet Mondrian (Amersfoort, Olanda 1872 – New York, Usa 1944). Non documentaristico, dicevo, perché l’autrice di questo film, Fabiola Giancotti, non indugia mai nella pletora usuale di descrizioni affannose di una tale opera o soffermandosi alla rinfusa sulla vita dell’artista. Piuttosto, l’intento è quello di condurre subliminalmente, sottilmente a percepire il significato di un quadro mettendolo sempre in relazione a un impianto generale, a un’idea di base che l’artista muove e concretizza ben prima di ogni pennellata. Ovvia caratteristica di ogni artista non all’impronta, ma non sempre evidenziata in altri video riguardanti l’arte e i suoi vari esponenti.

Il “metodo Giancotti”, dunque, in questo dvd intitolato “Piet Mondrian. La realtà dell’astrazione”, opera sempre una disanima a monte dell’opera del Nostro. E, con un’attenzione tutta femminile, pesa una a una le parole dell’artista, proponendole in abbinamento sonoro a riflessioni di altri o proprie, con una passione per la “novella d’arte” che ci riporta a un gusto prezioso che potremmo dire d’altri tempi, se non fosse per lo strumento multimediale posto in essere per raccogliere l’humus del maggior esponente del neoplasticismo, figura-cardine del razionalismo astratto di tutto il '900.

Ma non è tutto. In quanto l’autrice di questo film d’arte, come nel precedente dvd “La rivoluzione di Malevic”, non si accontenta affatto di favorirci solo una summa ragionata dell’artista in questione. Questo perché la Giancotti è una sperimentatrice. Che quindi adora aprire il “giocattolo” delle proprie ricerche come fosse una sorta di cubo di Rubik: movimentando, smontando e riassemblando, in questo caso, le opere dell’artista olandese che ben si adattano a una reinterpretazione e dunque a un’ulteriore manifestazione d’arte.
Il tutto, nell’intenzione dell’autrice, certamente seguendo i ritmi della propria creatività, ma in stretta assonanza col pensiero dell’artista trattato. Operazione tutt’altro che semplice. Ma che possiamo dire riuscita, in quanto il surplus creativo non si sovrappone mai con accenti troppo gravi a danno dell’opera originaria.

Merito di una sintesi di linguaggio mai al di sopra delle righe. E, dal punto di vista tecnico, anche di un montaggio articolato, ma sempre in sintonia col ritmo delle opere.
Opere accompagnate da brani musicali ad hoc, da commenti sonori e da una “scrittura aerea”, asciutta e filologicamente corretta, assolutamente in linea, ancora una volta, con il processo di semplificazione adottato da Mondrian. Per il quale, come si evince puntualmente visionando il dvd, la “realtà pura” non è altro che la sublimazione del concetto di immutabilità, di universalità, che depurato dalla soggettività e dai dettagli non può che portare a un’esigenza d’astrazione. La realtà dell’astrazione, dunque, proprio come recita in ottima sintesi il sottotitolo dello splendido dvd che vi abbiamo presentato.

Conosciamo l’autrice
FABIOLA GIANCOTTI è ricercatrice dell’Università del Secondo Rinascimento di Milano. È redattrice e curatrice di libri e cataloghi d’arte. Ha pubblicato libri e collabora con quotidiani e riviste. Come regista ha firmato La rivoluzione di Malevic (2004).

Scheda del DVD
Piet Mondrian. La realtà dell’astrazione
DVD video 16:20 – Fg.Art Milano 2006

In rete
Dizionario di cifrematica – Fabiola Giancotti homepage


N.B. Articolo pubblicato sul Portale d’arte Pittura & dintorni alla pagina:
pitturaedintorni.it

mercoledì 1 giugno 2011

“DONNA AFRICANA” di Osvaldo Contenti



Questa è l’opera che è stata esposta dal 25 al 29 Maggio nella collettiva denominata “EuropAfrica”, molto ben allestita nella Galleria d’arte SPAZIO OTTAGONI di Via Goffredo Mameli 9, in Roma. E su “DONNA AFRICANA” non c’è molto da spiegare, in quanto credo che il dipinto parli da sé, tranne per come ho trattato lo sfondo: una sorta di “fiammate lignee” che evocano le lingue dei primi fuochi accesi dai nostri antichissimi progenitori africani. La tematica del legno, poi, si ritrova anche sulle fattezze del viso della donna, per sottolineare la forte influenza artistica che l’arte africana suscitò sui movimenti artistici europei dello scorso ‘900, sul piano dell’astrattismo e del cubismo.

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Due grandi poetesse hanno commentato “DONNA AFRICANA” con degli splendidi omaggi.
Valeria Catania con questa sua eccezionale poesia:

Abitacoli ampliano fluire/
Beltà ricama trasparenze d'Argani/
disvela clessida tratteggiando battigia/
Insaziabile rifrazione spezza temporalità proiettando/sinuoso/ bianco seno/
Profumi--------/---/


e Anna Maria Ciaurro con la seguente, perfetta disamina:

“…interpretare questo dipinto mi costa fatica... per accedere alla profondità di esso ho dovuto guardarlo per un po di tempo ed in un silenzio assoluto; neppure il rumore del mio pc tolleravo, dovevo concentrarmi perchè in questo tuo lavoro sapevo ci fosse tutta l'intensità del tuo amore per l'arte, e sono certa che per te è stato faticoso arrivare a dare questa espressione, questo senso di vivo ad un volto che appare in un primo momento vitreo ( legnoso ) come tu stesso hai affermato... ma ovviamente non perchè non ti veniva, anzi; credo che i capolavori diventino tali solo quando si cercano scavando nel profondo dove sono già pronti, la fatica è immensa perchè più sono puri e più è difficile arrivare a sottrarli alle "Grinfie dell' Anima"! Detto questo mi accingo con molta umiltà a decifrare questo volto a dir poco magnifico! Tenendo conto di quanto hai scritto e nel rispetto di esso che è la tua assoluta ed insindacabile descrizione. "Mentre scrivevo sentivo di aver incontrato anche un altra dimensione". Partiamo da questo retroscena ombroso; dove si vedono le fiamme della vita; esse rappresentano le fiamme della grande forza della Donna Africana, in quanto si deve essere armata di tutte le forze della passione, anche di quella più piccola per poter affontare una vita dura "rappresentata dalle ombre che la circondano" e che l'hanno accompagnata per lunghissimo tempo! Vediamo il busto di una giovane e bellissima donna, con queste spalle che non sono tutte in vista ma che danno il senso della bellezza di questa pelle levigata e sembra quasi toccarla e sentirne la seta che scivola al tatto. Il volto di una straordinaria espressività comunica pensieri che arrivano lontano come se quegli occhi fossero di una veggente alla quale appare tutto il vissuto e quello ancora da vivere; dolce e delicato da un lato... austero e riservato dall'altro. Tutto l'insieme ci dona un interpretazione profonda e dettagliata di quanto tu Osvaldo hai scritto! Grazie per avermi permesso di godere di una tale bellezza artistica! Con Stima...” Anna Maria Ciaurro

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Anche il poeta Gian Contardo Colombari, su Facebook, ha omaggiato quest'opera con la bellissima poesia che segue:

Origine del genere umano,
culla della specie,
ventre di una Civiltà
non ancora scissasi
in tante piccole,
parziali civiltà.

Figlia di vita dura,
d’oppressione e fame,
madre di una cultura
che non conobbe
calami e stili
ma che proprio per questo,
priva di superbia intellettuale,
affonda più di altre le radici
nel profondo, ancestrale archetipo.

Sensualità che sfida e batte il pregiudizio,
fatta di ombre che a buio non conducono
ma ad abissi di spirituale piacere
in cui solo il saggio rispettoso
può immergersi.

Sguardo volitivo, deciso,
di chi da secoli sa fondere
dolore e amore, vita e morte,
di chi contiene in sé
e trasmette agli altri
l’imperativo categorico
di sperare e di lottare
per un mondo migliore,
per un mondo più giusto.

Gian Contardo Colombari.

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E non è tutto, perché anche la poetessa Angela Ragusa, su Facebook, ha dedicato questa sua bellissima poesia a "DONNA AFRICANA":


Spinge il fuoco lo sguardo severo
donna africana fra tutte le donne
madre antica, conserva le tracce
di ciò che furono gli esseri umani.

Su lei mille soprusi,atavici tabù,
schiava nel corpo soggiace
al maschio che nascosta la vuole
dietro a quel velo prigione

o evirata del suo naturale piacere.
D'ebano la pelle come legno di fuoco,
statuaria immagine si impone
a quel mondo,che distratto e confuso,

dimentica quanto nel suo seno
è incarnato il seme-germoglio
di ogni figlio diletto,frutto
d’amore, a perpetuare la specie.