Galleria virtuale di dipinti, disegni, sculture, fotografie e recensioni dell'artista Osvaldo Contenti
lunedì 20 giugno 2011
FRANCESCA NERI – Photo: Osvaldo Contenti
L’attrice Francesca Neri in un mio fotoritratto del 2002. / The actress Francesca Neri in a 2002 picture of mine.
domenica 19 giugno 2011
"AVANZANDO NELL'ARTE" di Osvaldo Contenti
Nel mio rutilante viaggio nell’arte non mi sono mai spinto così lontano come all’interno di questa raffigurazione simbolica. Era assai presuntuoso pensare di avvicinare l’arte fino quasi a toccarla, e anche se non ci sono riuscito, l’emozione di averla vista per il tempo di un batter di ciglia è stata di indicibile potenza. Il bello è che Lei, la Musa, nel sogno era stupita quanto me di vedermi sfrecciare su una navetta che sfidava le sue intricate architetture d’ingresso. Perciò, vedendomi passare, istintivamente ha girato il capo seguendo il mio percorso, che un attimo dopo si era già proiettato lontanissimo da Lei. Ma per un momento l’ho vista: bellissima, pur nella sua “alienità”, e del tutto diversa da come l’avevo immaginata. Quell’incontro non si è mai più ripetuto, ma mi considero fortunato di averla vista anche solo quella volta.
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Alcuni carissimi amici di facebook hanno dedicato a quest'opera i seguenti, splendidi commenti:
Valeria Catania
Sei addentro l'eterno fluire propulsore del non ritorno /misura d'intagilbile trasli aggregazioni template/ Un viaggio maturo /continuità sensibile oltrepassa discriminando il non atteso/l'oltre forzuto / vivo/La Tua Arte sempre una meravigliosa meraglia/---/
Maria Pia Monicelli
molto fortunato..:)))
Roberta Mabilia
Infrangere gli specchi, passarvi attraverso incurante delle schegge che si frantumano in ogni dove, eppure una sorta di forza dirompente mi aiuta ad uscire e liberarmi da queste mani che mi sono state dipinte addosso, non riusciranno tuttavia a frenare il mio lecito ed immediato volo di libertà sovrana ai miei intendimenti propositivi e intimi. Questa è l'ultima volta che oserai guardarmi dalla tua dimensione imperfetta ancora fragile e troppo...disumana! La Musa dei cristalli ti saluta...
Eliane Micheluzzi
La muse fugitive avait donc repéré un artiste et s'est montrée à toi pour t'encourager dans ta voie, heureux homme même une seule fois suffit peut-être à forger un destin et ton chemin, belle représentation, une fois encore compliments Osvaldo.....outre d'être un peintre tu es aussi poète....
Aldo Guadagnino
Per quelli come me che non riescono ad essere creativi o ispirati e trovano nella contemplazione il motivo di vivere l'arte e gli artisti in tutte le loro manifestazioni, penso che la soddisfazione di ricevere tali doni sia paradossalmente più intensa di chi ce li porge. Chi crea, secondo me, alla fine dell'opera desidera ardentemente che essa sia contemplata e commentata in una simbiosi di emozioni che finalizzano la fatica compiuta. In un tuo recente commento, Osvaldo, ho letto che hai parlato di critici d'arte che dovrebbero imparare da noi contemplatori, ma, per essere come noi gente comune che vive emozioni comuni, essi dovrebbero avvicinarsi alle opere d'arte non come mestieranti o mercanti d'arte. Insomma, non dovrebbero viverle come un lavoro da compiere per realizzare un qualsivoglia profitto sulla creatività o l'ispirazione dell'artista, perchè la critica mancherebbe in ogni modo di spontaneità, quindi, di verità, che per un artista vero, secondo me, significa il più alto riconoscimento della sua fatica. In tutta verità, allora, ti dico che non finisci mai di stupirmi ed emozionarmi.
Marianna Micheluzzi
E' molto bello e anche molto vero per un artista ciò che confessi...Sono felice per te e ti comprendo benissimo.Grazie per aver condiviso un "momento davvero speciale".
Marlene Carboni
Che meraviglia riuscire a fissare con questa espressività la poesia di un Attimo * * * E riuscire a trasmettere la tua Emozione ! Grazie.
Ambra Sorrentino
Una dichiarazione d'amore alla vita che fugge!
Mina Pensi
Arte.... desiderio,foga che oltrepassa il limite !Che sorvola la libera esplosione di intrecci di luce e di fregi ,lance di focose sensazioni,di palpitanti pulsioni....!Zona di "mezzo"che alita misteriose fragranze e riverbera luci soffuse di sguardi sensuali,di profili audaci e fieri,ribelli, ricchi di austere narrazioni e di lievi dita vellutate di amorosi sensi....Musa ispiratrice ,è domina e schiava,distanza siderale,dolce calore,pura bellezza,vaga armonia,realtà di sogno..!Essa è scintilla dell'universo.. con ali di farfalla compare nell'attimo di un baleno entro la profondità cupa dello spirito e del mondo interiore...Visione fulminea e bruciante, lascia storditi e increduli,eternamente assetati del suo sguardo ammaliatore!Dipinto complesso e surreale che parla ad una mente ispirata e rapita ed invade lo sguardo attento e indagatore!!Certamente è un'incursione nella mente e nell'immaginazione!Complimenti,caro Osvaldo!
Simonetta Della Scala
Corposo baluginìo di contrasti tra il grigio e lo sfavillare dell'oro in una sapiente attrattiva surreale che spiazza e destabilizza per la sua innominabile, incoercibile ma anche indefinibile, bellezza. sds
Francesco Era
Certe visioni, ispirazioni o un credo altrui, penso che non si possano discutere, sono talmente personali che comprenderli penso sia vano, a meno che siano collegabili a emozioni o momenti vissuti simili. Io vedo l'arte come una parallela forma di comunicazione prima tra se e ciò che si sta realizzando, poi con l'esterno per comunicare l'essenza di se stessi. Personalmente da ragazzino ho vissuto esperienze che subito pensavo fossero normali e di tutti poi è nata la convinzione che appartenessero a me e forze (preferisco energie) esterne che interagivano; da quel momento qualcosa dentro premeva tanto che in qualche forma doveva uscire all'esterno. Cosa intendo comunicare? che non siamo singoli esseri scollegati, ma al contrario collegati ad ogni forma che ci circonda sia una pietra o un indefinibile profumo. Osvalto che dire vedento il tuo disegno... provo emozioni vissute. Semplicemente grazie :-)))
Melina Gennuso
La tua ispirazione ha sprigionato ciò che in te era racchiuso. Quando tutt'attorno v'è una magia, l'arte "si tocca con mano", come tu hai detto...non sempre si riesce a coglierla nella sua totale essenza, ma, caro Osvaldo, anche se solo per un attimo, l'hai vista e toccata ed hai saputo imprimerla sulla tela in un modo stupendo. Grazie!
Anna Maria Ciaurro
" Avanzando nell'Arte" già il titolo di quest'opera dice molto; spiega in un certo senso l'ardito desiderio di un artista di oltrepassare (anche solo in sogno) la soglia della logica, che già nel concreto è difficile da collocare; figuriamoci se si può parlare di razionalità; quando in sogno si afferra l'immagine della Musa che tanto si corteggia nella veglia, senza mai vederla! Credo che Osvaldo sia proprio innamorato della sua Musa, e che la sua Musa le doni i suoi tocchi magici, come possiamo ammirare in questa stupenda opera. Sembra irraggiungibile questa figura ma , se entriamo nell'ottica del pittore allora tutto diventa plasmatico e quindi interpretabile... La bella "aliena" non è altro che la proiezione di una figura idealizzata negli anni dal suo "amante" ella sembra plasmata nel legno e quindi facente parte del mondo naturale, interiore che l'artista ha dentro di se da un tempo indefinito... semplice nella sua complessità, vediamo delle dita che avvolgono il busto, quasi a volerlo sollevare senza riuscirci...questi prorompenti e giovani seni danno il senso di quanto l'arte sia sempre capace di regalare novità...queste braccia all'indietro danno il senso dello stupore;assieme a questi grandi occhi puntati sulla navicella che l'abbaglia, deve essere lo stesso stupore che Osvaldo ha potuto provare nel vederla così da vicino; infine tutto l'intorno che ha le sembianze dell'acqua modellata come se fosse gelatina con i colori che le appartengono e le forme delineate da cerchi e bolle in successione, segno dell' avanzata tecnologia che ci permette di realizzare forme perfette in qualsiasi prospettiva! Che dire Osvaldo sempre più stupende le tue Opere; come d'altronde le tue motivazioni che ci accompagnano ogni volta in mondi da scoprire con immensa curiosità... Già! e' questo il dono aggiunto che ti fa tutte le volte la tua bella Musa! Con affetto Anna Maria.
sabato 18 giugno 2011
Film in Blu-Ray: “AVATAR” di James Cameron
Un nuovo mo(n)do per fare cinema
Recensione di Osvaldo Contenti
Un film sontuoso, sia dal punto di vista metodologico che da quello artistico, che a ben vedere potrebbe ridisegnare i confini della cinematografia, allargandoli a panorami esaltanti e ancora inesplorati.
Sì, perché “AVATAR”, di James Cameron, al ritorno sul set dopo 12 anni dall’acclamatissimo “Titanic”, non è solo un gran bel film, ma il possibile inizio di una nuova era cinematografica, tante e tali sono le innovazioni tecniche che il regista canadese ha immesso in questa eccezionale pellicola, che perciò assume i connotati di un’opera visiva dai tratti epocali.
Difatti, con “AVATAR” il linguaggio cinematografico si appropria di nuove tecnologie e terminologie che dovremmo imparare al più presto per aggiornare il nostro vocabolario di celluloide.
A partire dal “Performance Capture”, che convoglia i movimenti e la mimica degli attori (dotati di caschi, terminali e tute ad hoc) in un’unità di memoria ottica digitale ad Alta Definizione. Il tutto memorizzato in una “Simul-Cam”, capace, in tempo reale, di integrare le azioni live agli ambienti disegnati in Computer Grafica dagli artisti della Weta Digital, onde trasmetterle alla “Fusion Camera”, che in mano a Cameron ha permesso al regista di girare le azioni in live action già unite agli scenari in CG, per una pellicola disponibile anche in versione 3D.
Uno sbalorditivo bagaglio di risorse tecniche, che appaiono tanto più tali in quanto i personaggi chiave del film, Jake Sully (Sam Worthington) e Grace (Sigourney Weaver), come avatar di loro stessi, accompagnati dalla nativa Neytiri (Zoe Saldana), assumendo i connotati dell’altissima popolazione aliena dei Na’vi, di carnagione blu e striati come felini, nella narrazione filmica non fanno altro che replicare l’ibridazione umano-non umano presente nella conversione digitale pilotata da Cameron.
Tutto ciò nell’arco di uno script, non molto articolato ma ugualmente intrigante, in cui gli avatar hanno il compito di convincere i Na’vi a fruire dello sfruttamento di un prezioso minerale, chiamato Unobtainium, presente in modo massiccio nel mondo di Pandora, il pianeta dei Na’vi.
Un pianeta oltremodo lussureggiante, con vastissime foreste pluviali, con flora e fauna gigantesche. Il che ha chiamato a raccolta i migliori artisti di tutto il mondo per ideare e raffigurare un mondo intero, oltre, naturalmente, alle inusitate fattezze dei Na’vi, di cui si sono occupati, tra gli altri, gli artisti Scott Patton, Richard Taylor, Tully Summers, Alex Alvarez, Rafael Bugos, Ryan Church, James Clyne, Steven Messing, Victor Martinez, Craig Shojl, Daphne Yap, Barry Howell e Dorian Bustamante. Per un kolossal realizzato in 5 anni, con un budget di 220 milioni di dollari, già abbondantemente recuperato dopo il grande successo riscosso negli States nelle prime settimane di programmazione del film.
Giudizio: 5/5
Curiosità
“AVATAR” è la prima pellicola a fruire del nuovo logo della 20th Century Fox, produttore e distributore del film, creato da Blue Sky Studios.
Il film di Cameron fa sventolare anche un bel po’ di tricolore, dato che si avvale del magistrale contributo del Direttore della fotografia Mauro Fiore.
In Rete
Sito ufficiale
http://www.avatarmovie.com/
Avatar in libreria
In contemporanea con l’uscita del film, l’Editrice Il Castoro pubblica un volume dal titolo “L’UNIVERSO DI AVATAR”, con 200 immagini di concept art, la prefazione di Peter Jackson, l’introduzione di Jon Landau e la postfazione di James Cameron.
N.B. Articolo pubblicato sul Portale d’arte Pittura & dintorni all’indirizzo:
pitturaedintorni.it
venerdì 17 giugno 2011
SPIKE LEE – Photo: Osvaldo Contenti
Il grande regista Spike Lee in un mio fotoritratto del 2008. / The great director Spike Lee in a 2008 picture of mine.
mercoledì 15 giugno 2011
"L'UOMO-FIORE" di Osvaldo Contenti
Nelle mie opere ho realizzato moltissime volte degli “innesti artistici” per creare degli ibridi umano-vegetali, ma l’idea dell’Uomo-Fiore è quella a cui sono più legato, perché il suo fortissimo significato simbolico traduce appieno una mia certa visione del futuribile per accedere a una realtà altra. Già, ma qual è quest’altra realtà e a cosa porta? Stavolta non ve lo dico. Così avrò la possibilità, tramite i vostri auspicabili commenti, di verificare se sono stato capace di rappresentare quest’idea in modo sufficientemente comprensibile.
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Su Facebook, una serie di deliziosi amici ha omaggiato L’Uomo-Fiore con i seguenti, articolati commenti critici:
Angela Ragusa
"Scocca scintilla, caso o provvidenza /Il grande scoppio rintronò nell'immenso/ nero e ancora senza luce.../Esplosero energie / E venne il giorno e piovve" /.........................L’uomo -fiore,conserva in se la scala evolutiva...meglio fiore -uomo per seguire nei millenni la trasformazione perfetta di questa natura. Un concentrato in questo tuo lavoro di visioni darwiniane...di quel mistero, di quel big-bang che, per caso o Provvidenza, diede inizio a tutto. Ecco ci vedo questo, ci vedo l’unione nella natura dell’uomo, ci vedo le origini, ci vedo la semplicità e la perfezione, l’incastro straordinario di atomi, di molecole, di coacervati che intrapresero il viaggio della vita e raggiunsero l’amplesso per “sbocciare” come il tuo fiore nel miracolo dell’essere umano.
Geniale metafora questo tuo lavoro che lascia all‘osservatore notevoli spunti meditativi. Sei il poeta del pennello, Osvaldo e Grazie per condividere questo tuo “sentire” con noi.
Ambra Sorrentino
potremmo pensare a infinite cose...di certo Germina un Cambiamento importante!
Gloria Pernarella
l'uomo fiore .. la contrapposizione è perfetta. Il fiore lo vedo come la rappresentazione dell'anima, della coscienza e della consapevolezza. Da un seme nasce una pianta e da questa si sviluppa la sua essenza più bella.
Francesco Era
I fiori parlano senza l'uso della parola ormai priva del vero significato. loro comunicano attraveso i sensi, il colore, il profumo, la forma, possono comunicare con l'Italiano o l'Australiano col nero o col bianco senza essere confusi, sono lì per farsi guardare, per attirare, per trasmettere, sono l'essenza della vita, l'amore, energia che unisce o divide senza l'uso della parola. La tua unione al fiore Osvaldo la trovo straordinaria e profonda :-)))
Valeria Catania
Squarcio a-temporal e mira interni intersecando dimenticanze/
Doppiezza circolare illumina inconscio puntiforme saldando gli opposti/
Spaccato retro- successivo cadenza complessità/
Dicotomia di confine respira silenziosa/---/
Maria Pia Monicelli
Il fiore preannuncia sempre un frutto, anche se microscopico..è il mezzo nel mezzo..
Eva Luna
Ho avuto modo soltanto da poco tempo di conoscere i tuoi dipinti, che mi hanno profondamente colpito, tanto da aggiungerti come contatto internet....I tuoi quadri mi hanno emozionato,essenza e rappresentazione di una realtà in divenire, non soltanto una semplice rappresentazione.... E' quella che io, da profana, chiamo arte, visto che il mio lavoro concerne altro.... Chiedo venia, per coloro i quali vivono l'arte, in modo completamente diverso da me!!!! Grazie e buon pomeriggio ....
Melina Gennuso
Il fiore- uomo... la sensibilità, l'essenza, l'altra faccia- l'interiorità nascosta- la bellezza che emana tutto il suo essere, sprigionando l'unione dell'esistenza: la semplicità dell'amore e il profumo della terra, culla dove nasce e scresce un fiore, dove affiorano i segni della vita stessa. Complimenti, Osvaldo, bellissimo il tuo dipinto!
Maria Grazia Della Pietra
Un continuo divenire, nella pittura come nella musica..... http://youtu.be/9qvglWAHDak
Daniela Moriconi
...penso al fiore e alla sua straordinaria forza,non chiede di nascere,come l'uomo, viene impollinato, non dovrebbe essere reciso, come spesso purtroppo si cerca di fare con le persone, che sistematicamente si cerca di cambiarle a propria immagine...mi piace l'idea di un fiore umanizzato, delicato, tenace, anche un pò contronatura...adoro il controcorrente, e quello che vuole esprimere! Mi piace perdermi in qualcosa da decifrare, capire cosa voglia dire un dipinto, o uno scritto...A fiducia dico, ottima sovrapposizione, o accostamento.Ciao Osvaldo.Ciao a tutti voi!:)
Liliana Verdolin
che meravigliosi colori...colori di pace...
Emanuela Tarascio
L'uomo fiore ha un occhio aperto e uno chiuso, quello aperto per la razionalità, quello chiuso per abbandonarsi alla bellezza che si schiude nella coloratissima corolla. Una sintesi che mi va proprio a genio!
Roberta Mabilia
L'idea ancestrale dell'uomo fiore gratifica quell'ambito di desiderio di trasmettere tutti i sentimenti e le sensazioni maschili, attraverso l'armonia dei fiori, delicati e forti, a tutte le intemperie. Bellissimo Osvaldo, ciao a presto rileggerti, un abbraccio.
Marianna Micheluzzi
L'uomo -fiore o la persona-fiore per me è la caducità della bellezza che si offre e poi...in men che si dica completa e conclude il suo ciclo vitale.Ottima intuizione artistica che vale non solo per la pittura ma anche per le altre ARTI.
Eliane Micheluzzi
La femme fleur dans toute sa splendeur et son mystère, merveilleuse observation de la vie et de ses facettes, cela me plaît beaucoup Osvaldo, tu es d'une grande finesse..merci pour ce cadeau..amitiès..
Margarita Sammito
Maravillosooooo, expresa muchas cosasss.... te felicito, muy buen trabajo!!!.... saludos, dtb!!
martedì 14 giugno 2011
“DISEGNI UNDERGROUND” di Osvaldo Contenti
Per ovviare all’intenso traffico romano e alle interminabili e spossanti ricerche di parcheggio, sempre più spesso lascio l’auto sotto casa ricorrendo a degli spostamenti in metropolitana. Così, in quei lunghi percorsi in underground, liberato dall’assillo della guida, posso dedicarmi con tutta tranquillità al disegno di bozzetti che interpretano liberamente ciò che mi passa per la mente, o ciò che passa davanti ai miei occhi… perché il fitto viavai dei passeggeri di un vagone di metropolitana è una vera manna dal cielo per un artista figurativo come me. Infatti, mi basta cogliere il verso di una posa particolare, di uno sguardo, o di un profilo interessante di chi mi trovo davanti per traslare quell’immagine e fissarla fedelmente, o con molta fantasia, su un blocchetto di carta per schizzi. Per farlo, utilizzo, come mi gira, o una penna a sfera Bic (con inchiostro nero), o una matita morbida o un pennarello nero a punta fine. In ogni tragitto in metrò, calcolando andata e ritorno, posso arrivare a completare anche 7 o 8 disegni. Poi, una volta tornato a casa, valutandoli con attenzione, cestino quelli poco significativi, conservandone solo i migliori. E molto spesso quei disegni “sotterranei”, una volta emersi, sono i modelli a cui mi riferisco per realizzare dei dipinti in superficie, ma non per questo superficiali, almeno spero.
domenica 12 giugno 2011
REFERENDUM 2011 - IO VADO A VOTARE: PASSAPAROLA
REFERENDUM 2011: Quando e Come Sì Vota
AVVERTENZA IMPORTANTE! Non bisogna sovrapporre le schede al momento del voto perché il segno della matita copiativa può passare sulla scheda sottostante, invalidandola.
Domenica 12 e Lunedì 13 giugno si vota per abrogare quattro articoli di legge: due inerenti alla privatizzazione dell'acqua, uno relativo all’energia nucleare e uno riguardante la questione del legittimo impedimento. Il referendum sarà valido solo se raggiungerà il quorum del 50% +1 degli aventi diritto al voto. Le urne saranno aperte a partire da oggi, domenica 12 giugno, dalle 8 alle 22, e lunedì 13 giugno, dalle 7 alle 15. Di seguito trovate l’elenco di ogni quesito sottoposto a referendum.
1) SCHEDA ROSSA: Privatizzazione dell'acqua, primo quesito su “Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici di rilevanza economica. Abrogazione”: la proposta è l’abrogazione dell’art. 23 bis (dodici commi) della Legge n. 133/2008 , relativo alla privatizzazione dei servizi pubblici di rilevanza economica. Secondo la legge la gestione del servizio idrico puo' essere affidata a soggetti privati attraverso gara o società a capitale misto pubblico-privato in cui il privato viene scelto attraverso gara e detiene almeno il 40% del capitale.
2) SCHEDA GIALLA: Privatizzazione dell'acqua, secondo quesito su "Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all'adeguata remunerazione del capitale investito. Abrogazione parziale di norma”: la proposta è l'abrogazione dell'articolo 154 del Decreto Legislativo n. 152/2006 per quel che riguarda la parte che sostiene che "la tariffa per il servizio idrico va determinata in base all'“adeguatezza della remunerazione del capitale investito”. In sostanza secondo la legge approvata un gestore puo' caricare sulla bolletta fino al 7% in più senza che questo venga investito per migliorie sull'infrastruttura.
3) SCHEDA GRIGIA: Energia nucleare, terzo quesito su “Nuove centrali per la produzione di energia nucleare. Abrogazione parziale di norme”: la proposta è l'abrogazione del "decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nel testo risultante per effetto di modificazioni ed integrazioni successive, recante Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria, limitatamente alle seguenti parti: art. 7, comma 1, lettera d: realizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia nucleare".
4) SCHEDA VERDE: Legittimo impedimento, quarto quesito ovvero "abrogazione dell'articolo 1, commi 1, 2, 3, 5, 6 nonché l'articolo 1 della legge 7 aprile 2010 numero 51 recante "disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza".
Film in Blu-Ray: “IMMATURI” di Paolo Genovese
Esami di immaturità per Raoul Bova & Co.
Recensione di Osvaldo Contenti
Frizzante e riflessiva, verosimile e divertente. Sono queste le principali qualità di “IMMATURI”, una commedia davvero ben riuscita del regista Paolo Genovese, che ha realizzato anche il soggetto e la sceneggiatura del film.
Così, a poche settimane dall’uscita in dicembre del suo “La Banda dei Babbi Natale”, con Aldo Giovanni e Giacomo, caso più unico che raro nel panorama cinematografico italiano, il regista romano si ripresenta sul grande schermo già dal prossimo 21 gennaio, con questa nuova commedia dallo stile assai agile, ben sostenuta da un cast incline in tutte le sue declinazioni ad una recitazione brillante e convincente.
Un nutrito cast artistico, composto principalmente da Raoul Bova (Giorgio), Barbora Bobulova (Luisa), Ricky Memphis (Lorenzo), Ambra Angiolini (Francesca), Luca Bizzarri (Piero), Paolo Kessisoglu (Virgilio) e Anita Caprioli (Eleonora), anche molto affiatato nel saper rappresentare le storie individuali, poi interlacciate, di un gruppo di quasi quarantenni, che dopo vent’anni riannoda i rapporti col gruppo degli ex compagni di liceo a causa di un esame di maturità annullato per questioni burocratiche.
Una replica forzata dell’esame di maturità che li coglie assolutamente impreparati, sia dal punto di vista scolastico che da quello psicologico, svelando altresì che l’essere classificati “immaturi” non si evidenzia solo nella mancanza del diploma da riconseguire, ma soprattutto nell’immaturità delle loro odierne scelte quotidiane.
Così, ad esempio, Giorgio, psichiatra infantile, bravo a risolvere i problemi altrui, non trova invece soluzioni di fronte alla possibilità di diventare padre. Come Lorenzo, che vende case per gli altri, ma che non ne ha una propria, in quanto preferisce la vita da “bamboccione” nell’appartamento di mamma e papà (ottimamente interpretati da Maurizio Mattioli e Giovanna Ralli), in tal modo precludendosi la possibilità di trovare una compagna.
Contraddizioni più o meno evidenti che naturalmente suscitano ilarità, ma che successivamente fanno riflettere sull’immaturità di alcuni quarantenni, forse ancora troppo giovani per decidere, ma fin troppo attempati per rinunciarvi a priori.
Giudizio: 4/5
Curiosità
Da non perdere la colonna sonora del film col brano “Immaturi”, ottimamente interpretato da Alex Britti.
In Rete
Sito ufficiale del film:
http://immaturi.libero.it/
Trailer:
http://immaturi.libero.it/trailer.html
N.B. Articolo pubblicato sul Portale dello spettacolo PALCOSCENICO all'indirizzo:
palcoweb.net
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sabato 11 giugno 2011
GIOVANNA MEZZOGIORNO – Photo: Osvaldo Contenti
La grande attrice Giovanna Mezzogiorno in un mio fotoritratto del 2010. / The great actress Giovanna Mezzogiorno in a 2010 picture of mine.
giovedì 9 giugno 2011
Film in Blu-Ray: “L’ILLUSIONISTA” di Sylvain Chomet
Quando il disegno diventa poesia
Recensione di Osvaldo Contenti
Un film d’animazione che ne vale due, perché assomma la cifra poetica di un grande maestro del cinema come Jacques Tati a quella del talentuoso regista-disegnatore Sylvain Chomet, già messosi in luce con il riuscitissimo “Appuntamento a Belleville” del 2003.
Un brillante connubio che prende le mosse da una sceneggiatura inedita di Jacques Tati, ripresa e ben riadattata da Chomet per confezionare un cartone animato, intitolato “L’ILLUSIONISTA”, di pregevole fattura sia dal punto di vista stilistico che estetico.
Difatti, Chomet, presentando il film all’Ambasciata di Francia in Roma, ha confermato il suo fermo proposito di continuare a proporre dei film d’animazione in “bello stile”, cioè basati su disegni a mano libera senza l’ausilio della computer grafica, salvo per le scene che prevedono soggetti inanimati (automobili, strade, città, ecc.), per le quali il regista ammette che fruire dell’apporto digitale sia legittimo e vantaggioso dal punto di vista dei tempi di realizzazione.
Una precisa scelta estetica in perfetta simbiosi con il candido mondo poetico di Jacques Tati, che, in specie con “Le vacanze di Monsieur Hulot” (1953), “Mio zio” (1958) e “Monsieur Hulot nel caos del traffico” (1971), dette prova non solo di una strepitosa capacità registica, ma in più sviluppò, con molti lustri d’anticipo, le teorie del primato della creatività sulla razionalità, delle buone tradizioni sull’eccessivo modernismo, che a ben vedere son più valide oggi che ieri.
Per cui ne “L’ILLUSIONISTA” tutto, dal tratto piacevolmente retrò dei disegni, non a caso ispirati a dei classici disneyani come “La carica dei 101” e “Lilli e il vagabondo”, al delicato impianto della trama, ci rammenta che il divenire della favola umana può ancora tradursi in quella di un vecchio illusionista che aiuta un’ingenua e poverissima ragazzina scozzese ad entrare nell’età adulta, grazie a delle magie che la giovane ritiene vere, proprio mentre il finire di un’epoca scandisce il tramonto sulle scene dell’illusionista.
Il tutto, abilmente a amorevolmente articolato sulle tipiche movenze di Tati-Hulot, compresa la sua particolare deambulazione e gestualità, che nel film di Chomet sono riprodotte in modo assolutamente magistrale.
Giudizio: 5/5
Curiosità
I cultori di Jacques Tati saranno ben lieti di trovare nel film di Sylvain Chomet uno splendido cameo in cui l’illusionista, entrando in un cinema, assiste a delle scene in cui appare Monsieur Hulot, l’alter ego cinematografico di Tati.
In rete
Sito ufficiale
http://lillusionniste-lefilm.com/#/home
Trailer
http://www.youtube.com/watch?v=t4DUOPEvIUY
N.B. Articolo pubblicato sul Portale d’arte Pittura & dintorni all’indirizzo:
pitturaedintorni.it
martedì 7 giugno 2011
REFERENDUM 2011: Come Sì Vota
Domenica 12 e Lunedì 13 giugno si voterà per abrogare quattro articoli di legge: due inerenti alla privatizzazione dell'acqua, uno relativo all’energia nucleare e uno riguardante la questione del legittimo impedimento.
Il referendum sarà valido solo se raggiungerà il quorum del 50% +1 degli aventi diritto al voto. Le urne saranno aperte domenica 12 giugno, dalle 8 alle 22, e lunedì 13 giugno, dalle 7 alle 15.
Di seguito trovate l’elenco di ogni quesito sottoposto a referendum.
1) SCHEDA ROSSA: Privatizzazione dell'acqua, primo quesito su “Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici di rilevanza economica. Abrogazione”: la proposta è l’abrogazione dell’art. 23 bis (dodici commi) della Legge n. 133/2008 , relativo alla privatizzazione dei servizi pubblici di rilevanza economica. Secondo la legge la gestione del servizio idrico puo' essere affidata a soggetti privati attraverso gara o società a capitale misto pubblico-privato in cui il privato viene scelto attraverso gara e detiene almeno il 40% del capitale.
2) SCHEDA GIALLA: Privatizzazione dell'acqua, secondo quesito su "Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all'adeguata remunerazione del capitale investito. Abrogazione parziale di norma”: la proposta è l'abrogazione dell'articolo 154 del Decreto Legislativo n. 152/2006 per quel che riguarda la parte che sostiene che "la tariffa per il servizio idrico va determinata in base all'“adeguatezza della remunerazione del capitale investito”. In sostanza secondo la legge approvata un gestore puo' caricare sulla bolletta fino al 7% in più senza che questo venga investito per migliorie sull'infrastruttura.
3) SCHEDA GRIGIA: Energia nucleare, terzo quesito su “Nuove centrali per la produzione di energia nucleare. Abrogazione parziale di norme”: la proposta è l'abrogazione del "decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nel testo risultante per effetto di modificazioni ed integrazioni successive, recante Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria, limitatamente alle seguenti parti: art. 7, comma 1, lettera d: realizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia nucleare".
4) SCHEDA VERDE: Legittimo impedimento, quarto quesito ovvero "abrogazione dell'articolo 1, commi 1, 2, 3, 5, 6 nonché l'articolo 1 della legge 7 aprile 2010 numero 51 recante "disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza".
“Gesù” disegno di Osvaldo Contenti
Il mio Gesù è un comunissimo carpentiere, un artigiano che utilizza il legno per erigere delle strutture provvisionali. E il mio disegno lo rappresenta proprio durante una fase di questo suo lavoro, con la particolarità che la sofferenza impressa sul suo volto fa intuire che egli presagiva con sufficiente nettezza il calvario fisico e psicologico a cui sarebbe andato incontro. Naturalmente la mia idea di un Gesù presago della sua fine è soltanto un’ipotesi, ma credo non del tutto peregrina, se confrontata con l’attenta lettura dei Vangeli canonici, dei cosiddetti apocrifi, di quelli gnostici e anche dei Manoscritti del Mar Morto, in cui spesso affiorano vari indizi che fanno pensare a un Gesù consapevole del tragico epilogo della sua vita terrena.
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La poetessa Valeria Catania, con una lirica di indicibile suggestione e potenza, ha omaggiato quest'opera con i seguenti versi:
Dal di fuori respiro rifugge assetata penombra d’incenso amarastro/
Sottopelle iridale reintegra spregiudicati frammenti di sole ventoso/
Onda celeste attende catene cogitanti trasversali/
Dolore concentrico necessario capta assottigliando infinitesimo/
Vuoto portante d’inammissibile angoscia preda l’umano/
Elevazione urlata /---/
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Ancora Valeria Catania con una delicata ghirlanda di incantevoli versi dedicati a questo disegno:
UN DISEGNO UN SILENZIOSO CAPOLAVORO URLATO -----UN OLTRE SEMPLICEMENTE TRASUDANTE-------
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Alcuni amici di Facebook hanno omaggiato il mio disegno di Gesù con questi splendidi commenti:
Gloria Pernarella
Credo che ognuno abbia il suo, credo che ognuno abbia la sua visione. Pensa, noi cristiani crediamo sia il figlio di Dio, per i musulmani è solo un profeta, come Maometto. E cmq mi piace pensarlo come un comunissimo artigiano. Un bacio Osvaldo
Eliane Micheluzzi
Io che sono atea, mi piace l'idea che il tuo Gésù sia un carpentiere, un artigiano, bellissimo il tuo dipinto...ciao Artista...amicizia della francese..
Alessio Patti
L'immagine descrive bene "l'Assummuru" termine che nella nostra lingua siciliana descrive il terrore, la paura di quel che sta per accadere. Sei bravissimo. Il tuo Gesù è parlante!
Anna Maria Angioi
Io sono credente, e in quanto tale penso che Gesù conoscesse o almeno presagisse il suo destino... è venuto per essere "il Seme" che solo morendo può dare frutto. A parte questo, mi piace molto il tuo dipinto, mi piacciono i colori caldi della terra che mi fanno pensare anche alla fatica fisica del lavoro da carpentiere e insieme l'arancione che mi trasmette un abbraccio avvolgente, una promessa che mi dà energia e fiducia. E' un Gesù pensieroso, ma non mi sembra spaventato dalla prova che lo attende. Ma poi, ciascuno di noi mette ciò che sente anche nelle opere altrui...
Melina Gennuso
Ognuno di noi è alla ricerca di qualcosa alla quale non sa dare un nome nè un volto...forse è la segreta consapevolezza di poter avere sempre uno scopo da raggiungere e non dire a se stessi "non ho più sogni"...Il Dio pensieroso, ha un volto "naturale", direi "umano", e come tale, nasconde in sè il dolore per tutto cio' che succede nel mondo...Sempre bravissimo, Osvaldo, ammiro la tua bellissima arte, lo sai. Grazie!
Angela Ragusa
Nello sguardo del tuo Gesù si compie il Verbo...e quel legno sul quale si poggia ci racconta il destino della croce...In quel volto di uomo hai sintetizzato l'essenza del credere in Dio...
Francesco Era
Un saggio di tale portata non può non prevedere o perlomeno intuire dove ti porterà un certo percorso, il viso del tuo Cristo è giustamente sconsolato sa che nessuno a parte qualche donna riesce a capirlo in profondità, neanche i suoi apostoli. Potrebbe evitare la morte ma non lo fa perchè lui non ha paura della morte è venuto proprio per prepararci ad essa, quello che ancora ci tormenta, arrivare all'ultima porta preparati e sereni, lui c'è riuscito. Veramente molto bella la figura del tuo Cristo, grazie Osvaldo un abbraccio ciao :-)))
Anna Maria Ciaurro
Più guardo la tua Arte e più sono in difficoltà... mi pongo la domanda se il mio commento potrà rendere l'idea di quanta fatica e bellezza sto per analizzare; questo tuo Gesù in particolar modo mi ha dato una scossa emotiva appena l'ho visto; parla con questi occhi meravigliosi, lunghissimi fatti apposta per contenere tutto il peso del dolore al quale i pensieri hanno plasmato il senso di sofferenza che da essi in primis traspare... il volto si affianca a questi occhi;con la stessa intensa consapevolezza di quel terribile evento al quale egli "Gesù" sa di non poter opporsi... anche se ha pregato perchè quel Calice gli fosse allontanato... quando ne fosse possibile. E questa mano stetta al legno del suo mestiere ma che ovviamente è il simbolo della Croce su cui egli sta meditando la fine, quasi si vede quell'abbandono alla sorte nella presa di questa mano forte e decisa; a testimonianza di quel che è stato Gesù... Un Uomo che ha accolto il suo destino pur essendo consapevole di dover affontare la Morte e quindi stringere i denti per una sofferenza molto grande; poichè neppure Lui sapeva come fosse Morire! Infine il colore dello sfondo "Questo giallo luminoso" può essere che rievochi la luce straordinaria che Gesù ha emanato per convertire e questo colore scuro può infine rammentare quello del suo sangue versato!Namastè ,Osvaldo!
Marianna Micheluzzi
E' un Cristo vero Dio e vero uomo quello che hai raffigurato. Emana un'intensità emotiva non comune e questo perché l'artista ha avvertito una profonda emozione nel raffigurarLo. La stessa che viene comunicata a chi sa leggere l'immagine.Complimenti vivissimi. Un abbraccio.♥
Silvia Capecchi
Davvero molto bello. Mi colpisce lo sguardo in cui intravedo tante cose..la tristezza, la consapevolezza ma al tempo stesso una forza limpida che non è della terra.Grazie del Tag:)
Maria Pezzica
L'espressione del volto, parla, Osvaldo sei bravissimo, appena l'ho veduto ho ricordato questo dipinto. Un bacio ♥
Mina Pensi
Gesù,il figlio dell'uomo...!Colui che ha rinunciato alla sua divinità per assumere sembianze semplicemente umane...per far sì che le scritture si compissero e che la missione della propria vita cambiasse il destino dell'umanità....Un peso portato con consapevole obbedienza al volere misericordioso del Padre ! Dentro di sè EGLI realizza una vicenda umana che ha come punto focale L'INCARNAZIONE e come tale essa diventa la sublime testimonianza dell'appello all'amore al sacrificio per gli altri....Gesù ,con la parabola della sua vita , comunica ai fratelli che la sofferenza nata dall'amore senza se e senza ma è come un albero dalle radici salde e profonde che fiorisce luce e speranza...Vita vera plasmata dalla misericordia del Padre...Ed è così che il tuo Gesù è pura luce di consapevole amore ed obbedienza alla morte in croce....Sguardo intenso profondo lontano....che vede il compimento della volontà divina...che osserva i momenti finali della sua gloria e della risurrezione come dono a tutta l'umanità!La sua mano è forte e regge il legno della croce...un passaggio fatto di atroce dolore,di sangue,di solitudine!!!Sì, di SOLITUDINE! Gesù si è sentito abbandonato ai piedi della croce e da uomo si è sentito solo,con tutto il peso del martirio!Egli parla a te che lo osservi e ti comunica la sua vicinanza e ti chiede di far parte della sua sequela...di camminare al suo fianco..Intorno si respira il colore e l'atmosfera calda dell'amore! La tua opera è convincente e commovente per la ricerca del senso profondo della vita!!!Grazie,Osvaldo.
Aldo Guadagnino
Che dirti Osvaldo? A me vengono in mente le migliaia di vittime per incidenti sul lavoro a causa del cinismo volto al profitto di imprenditori disonesti e senza scrupoli. Forse anche sui loro volti c'era la sofferenza e la rassegnazione, come presagio della loro morte violenta.
Mina Pensi
L'unica certezza sul Cristo è insita nell'intima esperienza di ciascuno di noi,nella lettura che facciamo della narrazione della Sua vita fino alla fine dei giorni....Atei,agnostici,credenti accogliamo in noi stessi la chiave di volta del senso della vita ...!Scaviamo nella profondità dell'animo alla ricerca della scintilla delle ragioni dell'esistenza...E la figura di Gesù offre a chiunque una risposta di amore tout court,di dedizione verso il debole e l'emarginato,di sofferto spirito di sacrificio dell'unica irripetibile esperienza di peregrinaggio che ci è data....E' luce per la mente,fuoco per il cuore,sorgente di acqua pura per il rinnovamento di propositi e valori fondativi,è terra di vita nella matericità e nella fisicità....Il Cristo ingloba la voglia di amare senza alcun limite nè confine....!!!!
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Ancora su Facebook, il poeta Gian Contardo Colombari ha dedicato al disegno di Gesù questa sua straordinaria e vibrante poesia:
"Cosa ne sapete voi,
o uomini stolti e presuntuosi,
della mia vera vita,
delle mie vere emozioni,
dei miei veri ideali?
Cosa ne sapete voi di me,
educati a credere
ad altrui interpretazioni su di me,
a scritti i cui autori
nulla hanno sentito direttamente da me,
a dogmi che io mai ho istituito,
a strutture di potere temporale che mai ho immaginato?
Cosa ne sapete voi di me,
della mia volontà di stare dalla parte degli ultimi
quasi sempre tradita
dalla vostra ipocrisia
e dal vostro cinismo,
dal vostro appropriarsi della mia immagine
per i vostri fini?
Cosa ne sapete voi delle mie ultime ore,
dei miei attimi di debolezza
in cui ho maledetto
la mia decisione di sacrificarmi per voi,
in cui, se avessi potuto,
sarei tornato indietro
per vivere, per poter vivere?
Cosa ne sapete voi di me?
Continuate ad ignorare
la sola, unica verità al mio riguardo:
io sono morto e nessuno,
anche e soprattutto
quelli che credono di sapere,
ha mai saputo"
(Yehoshua ben Yosef).
lunedì 6 giugno 2011
TheCoevas on Events Tour 2011
Martedì 14 Giugno 2011 ore 18:30
Libri e Spritz Leggere Tutti
Area wine bar di Convoglia Viaggio di Sapori
Via Giolitti, 36 Roma
Presentazione del romanzo “COEVA”
di
Maria Pia Carlucci
Fiorella Corbi
Maurizio Verdiani
con la collaborazione di Stefano Capecchi
Bastogi Editrice Italiana
Interverranno: Caterina Rossi Marcelli
Al pianoforte il Maestro Marcello Appignani
In rete
Romanzo Coeva
Fiorella Corbi (Iridediluce)
Il Manifesto del Coevismo
a. Noi vogliamo interpretare l’attrazione per futuri imperscrutabili, il vizio al nuovo e alla comunicazione di una vertiginosa ebbrezza.
b. Nuovi suoni, nuovi scenari, nuove creatività, saranno elementi nodali della nostra arte; per godere dell’indicibile lusso di un’invenzione vantaggiosa.
c. Vogliamo dire basta alla paraletteratura che conduce il gregge al pascolo. Esaltiamo lo scorrere lento, il soffermarsi, la cogitazione per affrontare il salto mortale.
d. Il vero patrimonio sta in ogni neologismo genitore d’infiniti Big Bang.
e. Non c’è nulla di più bello dell’immaginazione soggiogata alla volontà personale. Qualunque idea può divenire un capolavoro.
f. Nell’arte desideriamo introdurre la parola “pretenzioso” dove pretenzioso abbia un significato speciale: il tentativo di fare qualcosa che secondo i critici o il pubblico non avremmo neanche il diritto di provare a realizzare.
g. Vogliamo introdurre la forma d’arte generativa dove l’idea, il concetto, continuino a germogliare in ogni direzione ritornando come i Sussurri Cinesi: irriconoscibili ma intriganti.
h. Accogliamo l’idea che ci sia un artista capace di lavorare su diversi fronti: sull’opera e sulla sua cornice.
i. Concordiamo che le vecchie idee non se ne vanno, le nuove si aggiungono soltanto, per creare un insieme di possibilità in perpetuo accrescimento.
Il calore delle lunghe e produttive relazioni che persistono dietro a tutto questo, sono le basi sulle quali fondiamo oggi il Coevismo.
b. Nuovi suoni, nuovi scenari, nuove creatività, saranno elementi nodali della nostra arte; per godere dell’indicibile lusso di un’invenzione vantaggiosa.
c. Vogliamo dire basta alla paraletteratura che conduce il gregge al pascolo. Esaltiamo lo scorrere lento, il soffermarsi, la cogitazione per affrontare il salto mortale.
d. Il vero patrimonio sta in ogni neologismo genitore d’infiniti Big Bang.
e. Non c’è nulla di più bello dell’immaginazione soggiogata alla volontà personale. Qualunque idea può divenire un capolavoro.
f. Nell’arte desideriamo introdurre la parola “pretenzioso” dove pretenzioso abbia un significato speciale: il tentativo di fare qualcosa che secondo i critici o il pubblico non avremmo neanche il diritto di provare a realizzare.
g. Vogliamo introdurre la forma d’arte generativa dove l’idea, il concetto, continuino a germogliare in ogni direzione ritornando come i Sussurri Cinesi: irriconoscibili ma intriganti.
h. Accogliamo l’idea che ci sia un artista capace di lavorare su diversi fronti: sull’opera e sulla sua cornice.
i. Concordiamo che le vecchie idee non se ne vanno, le nuove si aggiungono soltanto, per creare un insieme di possibilità in perpetuo accrescimento.
Il calore delle lunghe e produttive relazioni che persistono dietro a tutto questo, sono le basi sulle quali fondiamo oggi il Coevismo.
domenica 5 giugno 2011
“LILITH” di Osvaldo Contenti
Molti anni fa, non appena lessi di Lilith, quel mito attizzò subito la mia fantasia e decisi che un giorno o l’altro l’avrei rappresentato artisticamente. Ma prima di farlo dovevo saperne molto di più su quella misteriosa, prima compagna di Adamo, poi rimpiazzata dalla più remissiva Eva. Dopo la quale, Lilith venne pressoché cancellata da ogni testo sacro/mitologico/alchemico e non. Perché?!! Dovevo assolutamente saperlo. Così, curiosissimo, andai di volata alla Biblioteca Nazionale di Roma e in una settimana di letture mi feci un quadro abbastanza chiaro dei motivi di quella cancellazione. Detto in soldoni, Lilith aveva fatto girare le scatole ad Adamo per almeno due buoni motivi: 1. A Lilith (dopo aver pronunciato il nome da agente segreto di Dio) spuntarono le ali e sapeva volare! Adamo no, e questo scocciava parecchio al nostro primo rappresentante mascolino; 2. Lilith pare non adorasse affatto la posizione del missionario e per il belloccio ma inesperto Adamo era complicato pensare a cose differenti che lo specchiarsi di cotanta beltade in uno degli stagni del Giardino dell’Eden. Ergo, per risolvere la questione, non esistendo il concetto di divorzio, Lilith, da “angelo” quale era, venne declassata a “rompiballe volante” e scacciata in malo modo dalla compagnia di Adamo il vanesio. Da allora, incazzatissima, Lilith vorticò sulla testa di Adamo meditando vendetta. Sino a che, Dio, con uno starnuto, allontanò di qualche milione di anni luce la svolazzante Lilith dalla testa e dai pensieri di Adamo.
Vabbè, ammetto di essermi divertito parecchio a riscrivere il mito di Lilith con un pizzico di ironia, ma siamo sicuri che non sia andata più o meno così?
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La poetessa Valeria Catania ha omaggiato la mia interpretrazione di Lilith con i seguenti, straordinari versi:
Eurido involucro incruento sibila/
Silenzioso respiro antefatto identitario sfrangia caos percorrendo nuovo manifestarsi/
Angelo in caduta commuta purezza monoelaborando inoperose presenze/
Trasparenza attraversa chiusura fetale rigettando anonimo destino/
Magnetismo gravitazionale incide ventre abitacolo di nuovo spirito/
Stordimento/---/
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La Dott.ssa Mina Pensi, su Facebook, ha dedicato questa minuziosa, precisa e appassionante disamina critica alla mia interpretazione di Lilith. Leggetela con attenzione, perché ne vale davvero la pena!
“Lilith è presenza scomoda e nascostamente amata, ammirata dai due emisferi umani....Audace, seduttiva, libera nel pensiero nelle decisioni, sicura della potenza creativa sensuale e primigenia...Fonte del confronto -scontro, amante dal dono selvaggio ed ammaliatore s'insinua nelle vene e nelle membra della preda, inebriando di forza aggressiva ma pur vitalissima.... Schiava della sua libera interpretazione di una vita sapida ma senza controllo alcuno....Questo il limite della sua grandezza e per questo osteggiata e punita....! Tuttavia il suo dominio perdura nel tempo ed è mitizzato nella foga dell'amore passione e nell'energia pura della libertà! Con la bellezza e l'elan vital sprigiona la speranza d'incontenibile passione per la vita, incurante dei dettami e dei dogmi restrittivi!! Tutto è intriso del colore intenso del fuoco e della tempesta emozionale! La sua figura netta, turgida emerge integra, dominante e cosparsa di segni sulla pelle, come marchi che riverberano la natura ed il mondo circostante... Lilith porta su di sè il marchio indelebile delle radici intrecciate nel profondo e misterioso archivio dell'animo umano! Il dipinto, altamente coinvolgente, è la narrazione dell'energia primordiale che si eleva sul caos. Complimentissimi, caro Osvaldo”. Mina Pensi
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E poi la poetessa Anna Maria Ciaurro ha omaggiato "Lilith" con questo gioiellino critico:
"Qui ci troviamo a tradurre l'arte di Osvaldo Contenti e a raccontare quello che ha rappresentato alla grande:
- Vediamo un magnifico corpo di donna sospeso ad osservare il magma dell' Esistenza, rappresentato da Osvaldo nei colori della quale essa è parte integrante...( Nella Mitologia viene descritta anche come La Madre). Osserviamo questi colori che vanno a raccogliere tutte le sfumature dell'oro fuso e del fuoco vivo che la circondano e la comprendono nell'essere... anche la testa rende l'idea di quanto Lilith sia stata incondizionabile " sembra di marmo " questo corpo che volutamente Osvaldo ha rappresentato privo delle estremità inferiori; perchè mai Lilith potrà tornare sulla terra! Il bagliore di luce simile ad un lampo che osserviamo in alto a destra, rappresenta la spaccatura fra Adamo e la sua Lilith causata dalla disobbedienza di quest'ultima, infatti Lilith verrà scacciata dal mondo perchè inadatta, ribelle, indomabile; come quei chiaro scuri che ingoiano le sue Ali spezzate per non farla più tornare) essa rappresenta la prima donna della creazione, "sostituita poi da Eva" della quale l'uomo "Adamo" si è liberato al primo cenno di "paura di non contare". Dicono che Lilith sia la donna della notte, delle malattie, della paura degli uomini " la chiamano anche strega... capace di maledizioni inenarrabili; conseguenze del rifiuto all'esilio forzato...rappresentate dal senso di vuoto che vediamo nel quadro di Osvaldo sottoforma di trasparenze cupe !!! Come sempre una rappresentazione perfetta caro Osvaldo maestro indiscusso i miei Complimenti!" Anna Maria.
sabato 4 giugno 2011
In libreria: “GIORNI MANOMESSI” di Roberto Ceccarini
Quando la poesia sposa la metafisica
Recensione di Osvaldo Contenti
Credo che Giorgio De Chirico avrebbe apprezzato molto le poesie di Roberto Ceccarini. Dico questo perché le liriche raccolte nel volume intitolato “GIORNI MANOMESSI”, pubblicato dalla casa editrice L’Arcolaio di Gian Franco Fabbri, secondo me hanno delle fortissime attinenze con l’impianto metafisico dell’artista di Volos.
Infatti, tanto per cominciare, inizialmente entrambi gli autori rivolgono il loro sguardo verso il passato per confrontarsi col presente: De Chirico lo fece indirizzandosi verso i ruderi della classicità greca e romana, mentre Ceccarini, nel primo capitolo del libro, intitolato La guerra sparita, lo fa esaminando le macerie del secondo conflitto mondiale, i Giorni manomessi, quelli del titolo del libro, dove “i vivi cercano i morti”.
Un impressionante abbrivio comune che poi si concretizza in analogie ancora più stringenti, in quanto il poeta di Latina sembra aderire perfettamente a certe raffigurazioni di Piazze e Torri rappresentate a suo tempo dal Maestro della metafisica.
Vi sembra assurdo? Ne volete un esempio? Allora, eccovene addirittura due, tratti da una stessa poesia del Nostro:
“presto cercammo un via di fuga / e ci ritrovammo proiettati / all’interno di una città / che non sembrava più la nostra”, (…), “colle torce illuminammo / una torre che sembrava respirare”.
Due brani estremamente emblematici, mi pare, che anche un profano non farebbe fatica ad associare a due notissime opere dechirichiane come “Nostalgia dell’infinito” o “La torre rossa”.
Ergo, dal mio punto di vista, Ceccarini va letto e tradotto come fosse un dipinto di De Chirico. Perché in entrambi i casi il significato originario di luoghi e persone va valutato solo come “apparenza realistica”, dato che dopo attento esame una torre o un tal personaggio può non essere più tale. Come in un sogno, che dietro alle sembianze del “vero” può celare innumerevoli interpretazioni simboliche.
Un articolato e complesso scandaglio che certo può comportare qualche iniziale difficoltà da parte dei lettori meno avvezzi alla metafisica. Per cui, il metodo che mi sento di suggerire è quello di leggere le poesie di Ceccarini almeno due volte di seguito. Una prima volta esaminando solo l’aspetto realistico e successivamente decriptandone l’eventuale significato nascosto. Il mix delle due letture unirà le diverse ottiche in una sola oggettivazione, proprio come succede osservando e interpretando un’opera di De Chirico.
L’importante, comunque, è che il lettore si disponga a recepire l’input poetico di Ceccarini con piacevole arrendevolezza, con duttilità di pensiero, evitando di omologarlo alla poesia convenzionale. Se questo avverrà, l’autore ripagherà questa attenzione con dei versi di illuminata vena stilistica, accompagnata da una serie di immagini-mondo, a volte crudeli e a volte soavi, in cui ogni lettore non faticherà a riconoscersi e a collocarsi, provando su di sé, sulla propria pelle, il senso di una commovente fanciullezza di fondo che il poeta permea su se stesso e tutti noi, eterni bambini dall’incerto futuro, costretti a voltarci indietro per ricordarci ogni volta la strada degli argomenti perduti e dei pensieri ritrovati.
In Libreria e on line
Il volume di poesie “GIORNI MANOMESSI” di Roberto Ceccarini, con la prefazione di Giacomo Cerrai e le fotografie di Anna Di Prospero, pubblicato dalla casa editrice L’Arcolaio di Gian Franco Fabbri, è acquistabile nelle librerie e on line all’indirizzo web:
www.editricelarcolaio.it
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